novelli-assemblea-stabilimento-terni
L'incontro di fine anno nel sito Novelli di Terni

di Chiara Fabrizi

I sindacati scrivono al tribunale di Terni e i soci del Gruppo Novelli srl svuotato di ogni asset danno mandato allo studio legale Lms per le azioni di responsabilità.

Sindacati scrivono al giudice Tra concordati preventivi, istanze di fallimento e operazioni societarie il quadro intorno all’industria agroalimentare con 500 lavoratori in organico, di cui 300 tra Spoleto, Terni e Amelia, si fa sempre più complesso. Ad allarmare ulteriormente i dipendenti e le sigle sindacali è stato il trasferimento delle srl Fattorie Novelli e Cantine Novelli dalla Alimentitaliani della famiglia Greco alla società Poderi Greco Tommaso: «Chiediamo – scrivono in tandem i segretari nazionali e territoriali – se la cessione di quote azionarie sia coerente con il percorso fin qui fatto, teso a preservare l’unitarietà del Gruppo Novelli srl ceduto lo scorso 22 dicembre. In previsione dell’incontro al Mise del 15 marzo c’è la necessità di ottenere elementi di chiarezza al fine di proseguire il confronto su un elemento sensibile e fondamentale che si aggiunge alle criticità già evidenziate in queste ultime settimane».

Gruppo Novelli nomina gli avvocati e convoca assemblea Ossia il taglio al costo del personale per 5,7 milioni, comprimibile fino a 5,4 milioni, ma comunque pari al 40 per cento circa della voce di bilancio che può essere raggiunto soltanto con una riorganizzazione pesantissima dei contratti dei lavoratori. Oltre che al giudice delegato Luciana Nicoli, le sigle sindacali hanno anche scritto al direttore dell’Unità di crisi del Mise, il dottor Giampietro Castano che ha seguito l’intera vertenza e avallato la cessione forzata del 22 dicembre alla Alimentitaliani, e alla presidente di Regione, Catiuscia Marini. Prima del nuovo summit al Mise, però, sabato mattina è in programma un’assemblea dei soci del Gruppo Novelli srl che hanno dato mandato allo studio legale internazionale Lms di definire le contromosse legali che verosimilmente si tradurranno in una raffica di azioni di responsabilità contro gli ex amministratori e in impugnazioni di atti, a cominciare dalla cessione forzata avvenuta al Mise e formalizzata a Rende (Cosenza) di fronte al notaio Leucio Gisonna.

Musco: «Cessione finalizzata a spacchettamento Gruppo e dispersione patrimonio» A parlare alla vigilia dell’assemblea dei soci è Angelo Musco, recentemente nominato dai soci amministratore del Gruppo Novelli srl: «Abbiamo dato incarico allo studio e ora aspettiamo che i legali esperti di diritto fallimentare ci indichino il percorso da compiere che sarà comunque duplice, ossia sarà compiuto su iniziativa sia dall’azienda che dei soci». Al vaglio dei nuovi amministratori c’è la gestione dal 2013 in avanti, ossia quella del Consiglio di amministrazione tecnico presieduto da Alessandro Musaio, collegato alla famiglia Greco come riportato venerdì da Il Messaggero: «La documentazione a nostra disposizione – spiega Musco – è molto limitata perché gli ex amministratori e la nuova proprietà ci hanno fornito soltanto una parte molto molto limitata delle carte, motivo per cui dovremmo attivare anche una serie di procedure per l’accesso agli atti». Ma al di là della carenza di documenti anche Musco, al pari dell’avvocato Cappelletti, non ha dubbi: «La cessione è illegittima, ma sono molto stupito di come nessuna delle parti coinvolte abbia compreso come l’operazione fosse fin dal principio finalizzata allo spacchettamento del Gruppo e alla dispersione del patrimonio della Novelli, gettando via l’azienda e i 500 lavoratori in organico».

Lucidi sui legami tra Musaio e i Greco E proprio sui legami tra l’ex presidente Musaio e la famiglia Greco che calca la mano il senatore Stefano Lucidi: «Ci siamo svegliati con la notizia che Musaio avrebbe già perfezionato la cessione in liquidazione di una clinica privata in favore della famiglia Greco, qualche anno prima di cedere agli stessi Greco il gruppo Novelli. Fermo restando la legittimità della faccenda, la domanda è chi andava al ministero la sapeva questa cosa? Perché bastava fare una visura camerale oppure una ricerca internet, perché è scritto sul suo curriculum. Nero su bianco. Certo, se non chiedono i piani industriali perché dovrebbero fare una visura camerale o una ricerca su internet. Perché spendere 5 minuti del proprio tempo per ripercorrere la storia dell’azienda Eutelia ad esempio? o quella dello Zuccherificio Molisano? Tutti all’oscuro di tutto? Sembrerebbe. E anche i sindacati, oggi (Cornelli-Dezi, Ronconi-Iovino, Carra-Tomba), chiedono spiegazioni sulle cessioni di Fattorie e Cantine, ma la cessione però è dei primi di febbraio, oltre un mese fa. Lo chiedono al giudice delegato del concordato, al dottor Castano, alla Marini, alle Prefetture e alla nuova società. Perché non è stato chiesto di firmare un accordo al tavolo Mise, come si fa ogni volta. Un accordo che vincolasse almeno la nuova azienda a quelle quattro parole scritte nel verbale? Non credo che sia questo il modo di rappresentare gli interessi delle aziende e dei lavoratori. Non credo sia questo il modo di rappresentare gli interessi dei cittadini. Non è questo il modo di controllare e guidare la vita delle nostre città e del nostro paese. Chi doveva vigilare non lo ha fatto. Ne prenda atto, e vada a casa».

@chilodice

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.