Lavoratori Novelli (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi e Marta Rosati

«Scoprite le carte sulla procedura di vendita della Novelli». Questa la richiesta che si è alzata con forza venerdì mattina dal centinaio di lavoratori in sciopero che hanno protestato di fronte allo stabilimento di Sant’Angelo in Mercole (Spoleto) affiancati dai sindacati e anche dal primo cittadino Fabrizio Cardarelli. Alle 14 i lavoratori della sedi di Terni e Amelia hanno invece presidiato Palazzo Bazzani, dove è stato fissato un incontro col prefetto Angela Pagliuca. L’appuntamento cruciale è fissato per il 21 ottobre al ministero dello Sviluppo economico quando le parti sociali torneranno al tavolo con il Consiglio di amministrazione tecnico (Musaio, Tarozzi e Alfieri) e per la prima volta anche con l’advisor Vitale&Co che ormai da quasi un anno sta curando l’operazione di cessione.

Presidio davanti ai cancelli: fotogallery
«Ci aspettavamo di più dal Cda»: video
Operai in prefettura a Terni
«Non siamo noi gli irresponsabili»

«Scoprite le carte sulla vendita» A far salire il livello di tensione non soltanto a Spoleto, ma anche a Terni e ad Amelia, è stata la decisione del board del Gruppo che la settimana scorsa ha comunicato di non poter versare ai lavoratori l’intera mensilità di settembre, bensì soltanto un acconto di 500 euro: «A fine mese i lavoratori ci devono arrivare anche perché sappiamo bene – ha detto Simone Dezi della Fai Cisl – quanti sacrifici sono stati fatti negli ultimi quattro anni e ora il messaggio deve essere chiaro, vogliamo certezze sul futuro della Novelli». E poi: «Se qualcuno ci dice che siamo irresponsabili perché abbiamo organizzato lo sciopero – ha evidenziato il sindacalista – rispondiamo che gli irresponsabili sono loro che ci hanno portato fino a questa condizione». Al fianco di Dezi anche Gianluca Menechini della Flai Cgil e Stefano Tedeschi della Uila Uil, oltre le Rsa dello stabilimento Vania Venturi che sullo sciopero spiega: «Nessuno vuole affossare lo stabilimento con lo sciopero e questo lo sanno bene anche i vertici perché – ha spiegato – nonostante la protesta i prodotti che devono uscire dalla fabbrica usciranno regolarmente».

Tavolo al Mise, ci sarà anche l’advisor Di fronte ai cancelli anche il sindaco Cardarelli che ha parlato ai lavoratori: «C’è qualche schiarita di sole dietro le nuvole ma io sono estremamente prudente perché non mi illudo facilmente né mi piace illudere il prossimo. Tutto sommato commesse e produzione ci sono così al pari delle condizioni di mercato, ma come tutti sappiamo pesa la gravissima crisi finanziaria di un Gruppo particolarmente esposto. Anche per questo – ha detto il primo cittadino – avrei voluto maggiore decisione da parte del Cda. Noi come Comune saremo vigili e chiederemo alla Regione di mettere in campo tutte le proprie forze, consapevoli che occorre fare sistema, ma ora molto dipenderà dalla gestione di questa fase che va chiusa nel giro di un mese al massimo due». Al fianco del sindaco il consigliere comunale Enrico Armadoro, dipendente della Novelli: «Il 21 ottobre è in programma il nuovo tavolo al Mise e lì dovranno arrivare risposte sulla vendita, per la prima volta sarà presente anche l’advisor che sta curando la procedura (Vitale&Co) e da loro ci aspettiamo risposte».

Terni Alle 14 i lavoratori del gruppo Novelli si sono ritrovati a Terni, di fronte alla sede della prefettura dove Simone Dezi di Fai Cisl è tornato a spiegare le ragioni dello sciopero: «Dovevamo dare un segnale a chi ha tentato nel corso dell’ultima settimana di far saltare questo appuntamento per noi importantissimo alla luce dell’incontro in programma al Mise il prossimo 21 ottobre. È ora che siano svelate le carte per rispetto di chi col proprio lavoro e coi sacrifici ha garantito continuità all’azienda». I segretari delle sigle di categoria e i delegati hanno poi incontrato il vice prefetto vicario, il dottor Andrea Gambassi che ha ascoltato le loro ragioni e preso atto della questione sociale.

Twitter @chilodice e @martarosati28

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