di Chiara Fabrizi
Invece dello stipendio, acconto di 500 euro per tutti i dipendenti della Novelli. E’ uno stipendio super leggero quello annunciato nelle ultime ore dal Consiglio di amministrazione tecnico del Gruppo che anche ai 350 lavoratori in organico tra Terni, Spoleto e Amelia ha spiegato di non essere in grado di versare l’intera mensilità di settembre.
Metà stipendio per tutti i dipendenti Inutile dire che la comunicazione dei vertici dell’azienda, che produce principalmente pane e uova, ha messo in allerta le maestranze e i rappresentanti sindacali, innescando una girandole di assemblee sia nei siti produttivi che nella sede legale per definire le contromisure. In questo senso viene definita piuttosto probabile la proclamazione di un nuovo sciopero le cui modalità saranno stabilite nelle prossime ore e poi annunciate in una conferenza stampa programmata in settimana. Oltre al mancato pagamento delle spettanze di settembre, i lavoratori ricordano anche come non sia ancora stato onorato il pagamento della quattordicesima mensilità, per la quale nei mesi scorsi si era arrivati all’accordo intorno a un piano di rientro. Al palo anche il rimborso delle tasse quantificato coi 730 ma che l’azienda non starebbe erogando ai dipendenti.
Di nuovo rischio sciopero Se a innescare la miccia è stata la comunicazione sullo stipendio di settembre, il clima negli stabilimenti risulta incandescente anche in relazione al futuro del Gruppo. Giovedì scorso al tavolo del ministero dello Sviluppo economico (Mise), il Cda tecnico guidato dal presidente Alberto Musaio non ha portato elementi di novità, ribadendo che l’individuazione del partner è in ancora in fase di analisi da parte dell’advisor Vitale&Co. Al vaglio ci sarebbero alcune manifestazioni di interesse, si parla di tre o quattro, ma ancora nessuna offerta vincolante all’acquisto del Gruppo alimentare, né tanto meno dettagli sui soggetti che si sarebbero affacciati. Da qui la forte insofferenza verso l’operato del Cda e la richiesta delle organizzazioni sindacali di una maggiore trasparenza sul percorso che, questa la loro posizione, dovrebbe portata alla vendita della Novelli nella sua interezza, evitando quindi lo spacchettamento delle produzioni. Al Mise si tornerà il 21 ottobre, ma intanto ci si prepara a nuove proteste.
@chilodice
