di Chiara Fabrizi
Quattro manifestazioni di interesse ma ancora nessuna offerta vincolante. I trecento lavoratori umbri della Novelli dovranno attendere almeno fino al 4 novembre per conoscere l’esito della fase di due diligence, curata dall’advisor Vitale&Co di Milano, che si è ufficialmente conclusa.
Quattro manifestazioni di interesse Venerdì mattina al ministero dello Sviluppo economico (Mise), il Consiglio di amministrazione tecnico presieduto da Alberto Musaio ha chiarito che si sta lavorando per disporre entro fine mese di impegni formali da parte dei soggetti che si sono fatti avanti con l’obiettivo, è stato assicurato, di vendere integralmente il Gruppo evitando così di spacchettare le produzioni (pane, uova, vino). La cessione unica è anche auspicata, come emerso più volte, dalle organizzazioni sindacali che nelle ultime ore sono tornate ad accomodarsi al tavolo del ministero, coordinato dal dirigente Giampietro Castano, insieme ai rappresentanti dei Comuni e delle Regioni coinvolte, per l’Umbria presente il vicepresidente Fabio Paparelli, ma anche il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e l’assessore comunale di Spoleto Vicenza Campagnani.
Pagamento stipendi al palo Qui è stata confermata una volta di più la crisi di liquidità dell’azienda che la scorsa settimana ha permesso di pagare soltanto un acconto di 500 euro sulla mensilità di settembre, provocando lo sciopero di venerdì ma soprattutto creando pesanti difficoltà alle famiglie, ormai da quattro anni alle prese con la crisi del Gruppo. In questo senso, una boccata di ossigeno sarà rappresentata dal versamento di Agea che nel giro di un paio di settimane dovrebbe erogare all’azienda 1,3 milioni di euro relativi al Programma di sviluppo rurale 2007-2013. Scadenze per il saldo dello stipendio e pure della quattordicesima arretrata, però, non sono state fissate e anche sui pagamenti gli impegni sono stati rimandati al prossimo tavolo ministeriale, fissato per il 4 novembre. In base a quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, la Regione avrebbe dato la propria disponibilità a sostenere un piano industriale serio che preveda il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, anche facendo ricorso agli strumenti che a breve saranno a disposizione in virtù del riconoscimento di Area di crisi complessa Terni-Narni.
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