di Daniele Bovi
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I dati dell’Inps diffusi venerdì confermano che una delle priorità, di questo e del futuro governo, quando arriverà, è il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Secondo i numeri dell’Istituto infatti in Umbria tra marzo 2013 e lo stesso mese dell’anno precedente le ore autorizzate sono calate del 96,34%. Tutto bene se questo fosse il segno di una crisi che ha smesso di mordere, ma non è così. Il calo, enorme, non dipende da una minore richiesta da parte delle aziende ma più semplicemente dal fatto che non ci sono più risorse per finanziare un ammortizzatore sociale che, in questa crisi, è di vitale importanza per migliaia di lavoratori. Diecimila quelli umbri che da maggio rischiano di non vedersi più corrispondere il dovuto.
Il cuscinetto Tra pochi giorni infatti le risorse a disposizione della Regione Umbria saranno finite. Per guadagnare un po’ di tempo, al massimo un mese e mezzo, giovedì la giunta regionale ha deciso di stanziare 2,3 milioni, trovati tra le pieghe del bilancio, e di autorizzare il 25% in più del massimo disponibile. Una mossa possibile grazie allo scarto che c’è (circa un 35%) tra quanto autorizzato e quanto poi effettivamente utilizzato dalle aziende. Due misure tampone, per guadagnare un po’ di ossigeno e nulla più. Sul piatto il governo, qualunque esso sia, dovrà mettere almeno un miliardo di euro, ovvero la cifra considerata minima da governi locali (che autorizzano le ore sulla base di quanto ottenuto dal riparto nazionale mentre l’Inps provvede fisicamente ai pagamenti) e sindacati. All’Umbria dal riparto arriverebbero così circa 20 milioni, che sommati alla ventina disponibili permetterebbero di arrivare a settembre-ottobre. Nel 2012 sono serviti 53 milioni, la Cgil stima che nel 2013 ne occorreranno 64.
Il crollo Tornando ai numeri dell’Inps, guardando a tutte le tipologie di Cassa a marzo sono state autorizzate appena 995 mila ore, tre milioni in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Tre milioni che sono esattamente il calo fatto registrare da quella in deroga, che passa nel mese preso in considerazione da 3,1 milioni di ore nel 2012 alle 115 mila del 2013. Un crollo del 96% contro il -46% della media Italia. Confrontando il primo trimestre 2012 con quello 2013, la Cassa nel suo complesso scende in Umbria del 58% (in Italia +11%): tradotto in termini assoluti significa 8,2 milioni di ore contro 3,4. Anche qui lo scarto (circa 4,8 milioni) corrisponde al crollo fatto registrare nei primi tre mesi del 2013 dalla Cig in deroga. Il segno che per quanto riguarda quella speciale e quella ordinaria non si possono presumere dati in miglioramento.
Cgil: fase drammatica «E’ una fase drammatica – commenta il segretario confederale della Cgil Elena Lattuada – e lo dimostra ancora di più il calo della Cig in deroga che va assolutamente rifinanziata perché con le risorse al momento disponibili non si arriverà che alla metà del 2013, mentre serve urgentemente almeno un altro miliardo. La Cgil rivendica a governo e Parlamento un intervento veloce e risolutivo che stanzi le risorse necessarie per garantire a quei lavoratori un adeguato sostegno, così come servirà presto una revisione complessiva dell’impianto della riforma del lavoro per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali perché per i tanti, troppi, che hanno perso lavoro sia prevista una vitale continuità di reddito».
