di Iv. Por.
Da 7 mesi senza stipendio. Per i lavoratori della Brunelli Costruzioni scatta la mobilitazione con una settimana di sciopero. Il gruppo, secondo quanto riporta il consigliere regionale Andrea Smacchi rischia seriamente la chiusura.
A rischio 80 posti «I problemi insorti già nello scorso mese di aprile – dice Smacchi – sembrano oggi essersi aggravati ed il gruppo Brunelli Costruzioni rischia seriamente di dovere chiudere i battenti se in tempi brevissimi l’azienda non sarà in grado di vendere parte dei capitali immobiliari e se gli istituti di credito non faranno la loro parte per cercare di salvaguardare un’azienda storica per l’Umbria che occupa 80 dipendenti».Smacchi ha presentato una interrogazione alla giunta regionale «affinché anche la Regione metta in campo celermente tutto quanto è di propria competenza per scongiurare la chiusura dell’azienda e salvaguardare 80 posti di lavoro».
Grave crisi «Il Gruppo Brunelli – prosegue Smacchi – a fronte di un pacchetto di commesse di primissimo piano, sconta una gravissima crisi di liquidità che da ormai sette mesi impedisce il regolare pagamento degli stipendi ai dipendenti, che da stamani sono scesi in sciopero per rivendicare le proprie spettanze. Tra le opere in carico alla Brunelli c’è anche il tratto della nuova statale Flaminia che andrebbe a ricongiungersi con l’asse viario Perugia-Ancona nei pressi di Fossato di Vico, un’opera strategica per l’intera comunità regionale già finanziata, che rischia di avere un nuovo stop, se nelle prossime ore non si troveranno le soluzioni necessarie a sbloccare questo difficilissimo stato di impasse nel quale si trova l’azienda. I prossimi giorni – conclude Smacchi – saranno decisivi per le sorti dell’azienda e dei lavoratori, occorrono interventi celeri e decisi, affinché si possa proseguire l’attività ed iniziare a pagare le spettanze ai lavoratori».
Scatta la protesta I lavoratori del gruppo Brunelli hanno quindi proclamato uno sciopero per l’intera settimana (dal 9 gennaio) per protestare contro la situazione ormai insostenibile che da mesi li vede senza stipendio e con sempre maggiori dubbi sul proprio futuro occupazionale. Lunedì mattina un gruppo di lavoratori ha dato vita ad un presidio sotto la prefettura di Perugia, prima di essere ricevuti, insieme alle organizzazioni sindacali, dal prefetto e poi, nel pomeriggio, dal sindaco di Nocera Umbra.
Speranze deluse «Recentemente – spiega Gianluca Menichini, della Fillea Cgil di Perugia – il tavolo avviato con Sviluppumbria e il piano industriale concordato in quella sede avevano riacceso le speranze dei lavoratori. Ma, quel piano, a distanza di mesi – prosegue il sindacalista – non è ancora partito, mentre i ritardi nei pagamenti, non solo degli stipendi, ma anche di contributi e durc, sono ormai insostenibili».
Presidio sulla Flaminia Ecco perché i lavoratori e i sindacati hanno deciso di alzare il livello della mobilitazione e martedì daranno vita ad un presidio lungo la via Flaminia per poi procedere ad una serie di incontri. Il primo si terrà mercoledì, di nuovo con il sindaco di Nocera Umbra, in preparazione di un consiglio comunale aperto, e poi, sabato ci sarà un tavolo con l’azienda, nella speranza che l’ipotesi paventata dell’ingresso di un nuovo socio, che possa aiutare a sbloccare la situazione, si riveli concreta.

