di Daniele Bovi
Archiviato ormai il disastroso 2014, anno dopo il quale sostanzialmente era impossibile fare peggio, il settore olivicolo umbro si prepara nella stagione 2015/2016 a rialzare la testa. A pochi giorni dal via della raccolta tra gli addetti ai lavori si respira un certo ottimismo e si prova a immaginare quali saranno i profumi dell’olio che sta per essere spremuto. L’ottimismo poggia su basi solide, ovvero sulle lunghe settimane di sole e caldo che, a differenza della fredda e piovosa estate dell’anno scorso, hanno permesso di tenere sotto controllo il nemico numero uno degli olivicoltori: la mosca olearia. In più il caldo intenso contribuirà secondo Leonardo Laureti, presidente del Consorzio olio Dop Umbria, a dare all’olio «grandi profumi».
Buon caldo «Sicuramente – dice il presidente a Umbria24 – fare peggio del 2014 sarebbe difficile. La natura c’è venuta incontro garantendo un buon caldo a metà luglio e nei primi giorni di agosto. Picchi anche di 39 gradi che portano alla morte o al contenimento della mosca olearia, tanto che sostanzialmente non sono stati necessari particolari interventi fitosanitari». Secondo Laureti questo caldo intenso, affiancato da un po’ di siccità, ha «stressato» gli alberi con il risultato di donare al prodotto «grandi profumi». Fare una stima della produzione non è cosa semplice ma, prevede il presidente, nel 2015 non si dovrebbe andare troppo sotto, per quanto riguarda l’olio Dop, quota 700 mila litri mentre nel 2013 ne erano stati imbottigliati circa 800 mila. Tanto per dare un’idea, nel terribile 2014 la raccolta ha permesso di estrarre meno di 80 mila litri di Dop.
Prezzi in salita Per la quantità quindi ci sono pochi problemi mentre per la qualità, come ovvio, molto dipende dall’osservanza delle buone pratiche e della normativa da parte dei frantoi e di tutta la filiera produttiva. Quanto al prezzo di un litro di olio Dop, si potranno trovare bottiglie dai 9 agli oltre 20 euro: «Probabilmente – prosegue Laureti – quest’anno dopo il 2014 i prezzi saranno mediamente più sostenuti di qualche euro anche perché sono finite giacenze e scorte. Nel complesso c’è grande attesa e si prospetta una buona annata». Risultati positivi da ascrivere anche ad altri fattori come l’opera di formazione e informazione che c’è stata nei confronti dei produttori del territorio, specialmente per quanto riguarda il problema della mosca.
Coldiretti Coldiretti, come spiega il presidente di Aprol Giulio Scatolini, ha monitorato oltre trenta aziende insieme ai tecnici piazzando trappole per il controllo della mosca e controllando lo stato fitosanitario delle piante e la loro evoluzione qualitativa. «L’attacco da parte dell’insetto – dice – non c’è stato grazie a una condizione climatica completamente differente rispetto a quella dell’anno scorso. Ed essendo a ridosso della raccolta, che inizierà tra il 10 e il 15 ottobre, anche se ci sarà la mosca non potrà più fare danni». Secondo Scatolini le previsioni qualitative sono «molto buone» e complessivamente nella regione (ma fare stime è difficile dati altri fattori come ad esempio l’autoconsumo) si produrranno all’incirca 50-55 mila quintali.
Apriti olio Una stagione che Coldiretti definisce «medio scarsa», dato che in piena produzione si parla di oltre 80 mila quintali, ma che è una manna dal cielo se confrontata a quella del 2014 che ha permesso di mettere in bottiglia meno di 20 mila quintali. «Nei prossimi giorni – dice ancora Scatolini – al Trasimeno faremo una iniziativa, che si chiama “Apriti olio”», per invogliare ad anticipare raccolta. La qualità infatti si fa con un prodotto non troppo maturo e si potrebbe anche pagare qualcosa in più chi a raccoglie entro il 4 o il 5 novembre».
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