di Marco Torricelli

Avanti un altro. Senza soluzione di continuità. Un nuovo allarme-lavoro scatta nella provincia di Terni – proprio mentre la Cgil rilancia la proposta relativa al riconoscimento dello stato di ‘crisi industriale complessa’ per il territorio – e, anche stavolta, riguarda un’azienda storica: la Sgl di Narni. Che da oltre un secolo – seppur con nomi diversi – è presente sul territorio.

Le produzioni Lo stabilimento narnese della Sgl Group è inserito nella busines unit ‘Graphite & Carbon Electrodes’ della multinazionale ed è uno dei 13 al mondo – altri sette sono in Europa, quattro in nord America e uno in Asia – che produce ellettrodi in grafite per forni elettrici e già il 20 settembre scorso la direzione aziendale aveva informato la Rsu sulla difficile situazione del mercato della grafite e sulla forte riduzione dei prezzi di vendita dei prodotti aziendali.

La crisi Sulla base di ciò, fanno sapere i sindacati di categoria, «era stata comunicata la necessità di una ulteriore riduzione dei volumi produttivi assegnati, passando da mille a 500 tonnellate al mese», quando lo stabilimento narnese ha una potenzialità di circa duemila tonnellate mensili. «Abbiamo chiesto all’azienda che venisse definito a breve un nuovo incontro, per avere risposte chiare e concrete sulle quantità produttive del 2014 e, soprattutto, sul futuro dello stabilimento di Narni», ma lunedì è arrivata la doccia fredda.

Si spegne un forno La direzione aziendale ha fatto comunicato, a causa del perdurare della situazione critica del mercato della grafite, la imminente necessità di spegnere un forno di cottura, sui due esistenti. «L’azienda – dicono i sindacati – ha tentato di fornire spiegazioni e rassicurazioni, senza dare nessuna risposta su programmi ed impegni futuri, volti a garantire la riacquisizione di volumi produttivi adeguati all’attuale organico presente in fabbrica», che è di circa 110 unità.

Le paure Il timore, per il futuro dello stabilimento narnese nasce anche dal fatto che «nonostante i volumi di produzione complessiva annua, di elettrodi di grafite, previsti per il gruppo sia di 180mila tonnellate, contro le 160mila di alcuni mesi fa, nessun recupero ha minimamente interessato lo stabilimento narnese»: le produzioni si starebbero spostando, infatti, sugli impianti spagnoli e tedeschi.

Stato di agitazione Le organizzazioni sindacali e la Rsu non ci stanno e «respingono con determinazione l’ipotesi di spegnimento del forno di cottura che, unita alla pesante riduzione dei volumi produttivi già avviata, assume oggi una gravità tale da non permettere ulteriori tempi di attesa per avere risposte sul futuro del sito produttivo» e dichiarano «lo stato di agitazione di tutto il personale di stabilimento», convocando per mercoledì 9 ottobre, alle ore 13,30 «l’assemblea del personale, per decidere le iniziative di lotta da mettere in campo nei prossimi giorni».

Il sindaco Una lettera, inviata dal sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, all’amministratore delegato di Sgl, Mauro Montanari, aggiunge altri elementi di malumore: «Con estremo rammarico – scrive il sindaco – nei giorni scorsi, abbiamo registrato una serie di notizie alle quali non sono seguite delucidazioni da parte dell’azienda che fossero realmente chiarificatrici ed esaurienti. Mi riferisco – insiste De Rebotti – alla visita del presidente (Paolo Bonel; ndr), che tra l’altro avremmo salutato volentieri, presso lo stabilimento di Narni e al ‘progetto’ di insediamento di attivitàproduttive, del quale ho avuto per diverse vie informazione sommaria, il quale sembrerebbe in parte finalizzato a far fronte a ‘situazioni di estrema gravità’».

Il ‘percorso’ «Per come lo conosciamo – scrive ancora in sindaco – questo progetto non appare inquadrato nel percorso, condiviso da mesi con la Sgl ed altre aziende del territorio». Un percorso «che intende far proprie alcune esigenze aziendali riferite alla competitività a partire dal tema del costo energetico, ma in seno ad un percorso chiaro e partecipato che dovrà essere efficiente e veloce, ma senza scorciatoie». Nello specifico di Sgl, spiega  De Rebotti, «per salvaguardare la produzione di grafite, la fabbrica e l’occupazione, e per promuovere l’insediamento di nuove attività in un particolare momento storico in cui gli effetti della crisi stanno creando notevoli difficoltà dal punto di vista occupazionale e sociale». E chiede, il sindaco, di «fissare un incontro al massimo livello per far luce sulla situazione e sul futuro della fabbrica».