I lavoratori della Sgl Carbon

di Marco Torricelli

Un minimo di apprensione c’era. E, tutto sommato, la tensione è scemata solo di poco. Ma dopo l’incontro di mercoledì, al ministero dello sviluppo economico, i lavoratori della Sgl Carbon di Narni hanno almeno una certezza: non sono da soli.

Il caso Lo stabilimento narnese, che produce gli elettrodi di grafite che permettono il funzionamento dei forni elettrici delle acciaierie -tra le altre quelle dall’Ast di Terni – rischia di essere chiuso per scelte che, da parte della multinazionale tedesca che ne è proprietaria, non sono legate a normali logiche di mercato. I lavoratori, con al fianco le istituzioni e l’intera città, non hanno intenzione di permettere che questo disegno sia portato a compimento.

Il governo La delegazione narnese si è incontrata  – dopo l’imponente manifestazione di giovedì scorso – con il sottosegretario allo sviluppo economico, Giampietro Castano, che non ha usato il politichese: «Narni è l’unico sito italiano in cui si producono quegli elettrodi indispensabili per il funzionamento dei forni elettrici delle acciaierie e, quindi, per il Paese è fondamentale. La multinazionale che è proprietaria dello stabilimento deve tenerne conto».

L’impegno Il problema, è stato fatto notare a Castano, è che i vertici della multinazionale questa cosa la sanno già, ma pare che non gliene importi molto: «Faremo in modo di essere più chiari – è stata, più o meno, la risposta del sottosegretario – in una lettera che verrà inviata al board del gruppo, in Germania, nella quale spiegheremo in maniera dettagliata la posizione del governo e chiederemo un confronto diretto in tempi brevissimi», tanto che l’impegno con i sindacati locali è quello di rivedersi tra il 5 e il 6 di dicembre, per fare il punto.

Le produzioni Perché è stato calcolato che con un investimento relativamente modesto – circa mezzo milione di euro – lo stabilimento narnese potrebbe essere messo in condizione di ampliare lo spettro delle produzioni, inserendo anche elettrodi di formati molto richiesti dal mercato, ma che attualmente non vengono realizzati, così da raggiungere una produzione di circa 24mila tonnellate all’anno, che ne garantirebbe non solo la sopravvivenza, ma il consolidamento. Al momento, per la scelta della proprietà, la Sgl Carbon di Narni è ‘dimensionata’ su 500 tonnellate all’anno.

L’avviso E se il gruppo Sgl non recepirà il messaggio: «Deve essere chiaro – ha detto il sottosegretario Castano – che lo stabilimento narnese non potrà essere chiuso. Se i tedeschi non lo ritengono strategico per i loro interessi, ci saranno altri imprenditori capaci di assumerne il controllo al loro posto. Ovvio, però, che il gruppo Sgl dovrà essere consapevole di doversi poi confrontare con un competitor molto importante, visto che il mercato italiano – e non solo – offre molte opportunità per un’impresa capace di sfruttarne le potenzialità».

Il presidio Da fonti sindacali si registra «soddisfazione e moderato ottimismo per la presa di posizione del sottosegretario, ma anche per dare maggiore forza alla sua iniziativa ed a quella del governo – è il commento – si è deciso di proseguire con lo stato di agitazione: lo sciopero prosegue e, con esso, il blocco delle portinerie. Dallo stabilimento di Narni – è l’impegno – non esce nemmeno un elettrodo».

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