di Ivano Porfiri
«In Italia stiamo facendo l’operazione dei bus: abbiamo già un’impresa importante, Bus Italia, la vogliamo estendere: siamo interessati anche a fare operazioni nei territori. Naturalmente non ci interessa pigliare cose semplicemente per gestirle in una logica politica: siamo un’impresa, prendiamo le cose se ce le fanno gestire indipendentemente ed in maniera imprenditoriale altrimenti i territori se le tengono». Così il numero uno di Trenitalia Mauro Moretti, giovedì ad Assisi per siglare il Patto per l’ambiente con il ministro Corrado Clini, risponde alla sollecitazione di Umbria24 a proposito del possibile interessamento della società a Umbria Mobilità, l’azienda unica regionale dei trasporti da settimane al centro delle cronache per la crisi di liquidità che la sta investendo. Recentemente, nel corso dell’assemblea straordinaria dei soci che ha deliberato l’aumento di capitale, è stata aperta la porta all’ingresso dei privati in società. E Trenitalia, stando a quanto circola nei Palazzi, è una delle candidate ad entrare.
AUDIO – L’ad di Fs Moretti su Umbria Mobilità
Il nostro mestiere «Il nostro mestiere – prosegue il numero uno di Trenitalia – è quindi quello di riuscire a pensare al trasporto locale non più solo ferroviario ma integrato perché se non c’è un gestore che dà un servizio integrato gli sprechi sono enormi e d’altra parte internazionalizzarci sempre in questa logica. Ieri proprio in Germania la nostra impresa ha vinto una gara importante nel lander della Baviera». «Noi – aggiunge – eravamo un’impresa fallita qualche anno fa, avevamo due miliardi di perdite all’anno su un fatturato di sei miliardi e mezzo, oggi siamo un’impresa robusta nel senso che abbiamo un risultato positivo di quasi 700 milioni su 8,5 miliardi di fatturato, non abbiamo più soldi dallo Stato tranne quelli che sono i contratti di servizio ma sono gli stessi contratti che fanno quando comprano un’automobile da altri. Quindi il nostro dovere – ha concluso – è quello di espanderci nella gamma dei servizi ed internazionalizzarci per poter far sì che l’Italia abbia la possibilità in questo settore di primeggiare: siamo terzi in Europa e stiamo andando abbastanza bene».


Gestire imprenditorialmente Umbria Mobilità vuol dire almeno 300 dipendenti da mandare a casa. Vuol dire eliminare la concorrenza tra ferro FS, Ferro Centrale Umbra, gomma e minimetro, lasciando perdere Roma.
Allora vuol dire che se si vogliono mantenere i voti e il sindacato dalla propria parte Moretti non è interessato.