Nell’ultima puntata del dossier lago Trasimeno pubblicata da Passaggi magazine viene messa sul tavolo anche l’adduzione dal Tirreno di acqua dissalata. L’ipotesi, secondo Fabio Maria Ciuffini e Giampiero Rasimelli, è da valutare per prepararsi al cambiamento climatico. Se il deficit idrico si aggraverà, servirà una fonte indipendente dalle piogge sul Trasimeno e sui bacini collegati, col mare che rappresenta l’unica chance. «Non è fantascienza», assicurano Ciuffini e Rasimelli, ricordando che «già oggi esistono in Italia condotte per acqua dissalata di lunghezza paragonabile alla distanza fra Trasimeno e Tirreno, e nel mondo ve ne sono anche di maggiore lunghezza». CONTINUA A LEGGERE
Metà del Trasimeno già “perduto”: ipotesi acqua dissalata dal Tirreno. Non è fantascienza
L’urgenza è totale: nella peggiore ipotesi elaborata da uno studio dell’UniPg nel 2100 il lago potrebbe diventare una sorta di pozzanghera con le isole saldate alla terraferma. Cosa occorre fare subito
