Novità sul caso Merloni

Per quanto riguarda la vertenza della Merloni, Riommi ha giudicato «seria ed interessante» la proposta della QS Group che reimpiegherebbe complessivamente 700 addetti dei 2.100 attuali, equamente distribuiti tra Fabriano e Nocera Umbra. L’assessore regionale allo Sviluppo economico ha partecipato alla riunione della seconda commissione consiliare dove ha relazionato sullo stato di crisi di tre aziende, di diversa dimensione, operanti nel territorio regionale: la ‘Antonio Merloni’ di Nocera Umbra, l’Isrim di Terni e la Trafomec di Tavernelle.

La Merloni Riommi ha esordito con la Merloni, relazionando sull’incontro della scorsa settimana presso il ministero per le Attività produttive alla presenza delle Regioni Umbria e Marche con i commissari e lo stesso ministro Romani in merito alla vertenza Merloni.«Per l’acquisizione del perimetro produttivo umbro-marchigiano della ‘A.Merloni’ – ha detto – ci sono state tre proposte, due scartate (gruppo cinese e gruppo iraniano) perché, seppure per motivi diversi, irricevibili, mentre è al vaglio dei commissari una interessante proposta di un imprenditore marchigiano, in rappresentanza di QS Group spa, una struttura che, prima della crisi, sviluppava gran parte del proprio fatturato proprio con l’azienda Merloni. Il gruppo marchigiano è quindi seriamente interessato alla ripresa produttiva della Merloni anche per il consolidamento della propria azienda».

I numeri dell’investimento La Qs Group reimpiegherebbe complessivamente 700 addetti dei 2100 attuali, equamente distribuiti tra Fabriano e Nocera Umbra. Saranno comunque chieste garanzie alla nuova proprietà sul mantenimento dell’occupazione anche dopo la scadenza dei due anni dell’obbligo, garantiti dalla fidejussione. La proposta ha come caratteristica l’acquisizione in proprietà dei siti produttivi e si aggancia comunque a quella successiva dell’accordo di programma dove sono previsti 35 milioni di euro di risorse di derivazione ministeriale. In sostanza, la proposta di QS Group prevede l’acquisizione dei capannoni e relativi macchinari per 10 milioni di euro più 3 milioni di crediti degli impianti produttivi, non attingendo comunque ad alcuna risorsa degli accordi di programma che rimangono a disposizione per l’auspicata, ulteriore reindustrializzazione dell’area, necessaria per una nuova occupazione di chi rimane fuori e per i quali lavoratori sono comunque previsti appositi ammortizzatori sociali.

Nuove possibilità Un elemento di particolare interesse riguarda la previsione, in caso di interesse da parte di nuove imprese, di attivare all’interno del sito umbro iniziative imprenditoriali. È prevista la possibilità per Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’ impresa) di riprendersi fino a 50 mila metri quadrati di spazi, in proprietà o in affitto a condizioni prefissate e di vantaggio. Rimane così attivo un valore incentivante per chi vorrà investire e creare nuova occupazione nell’area.

Entro settembre L’offerta della QS Group verrà formalizzata ai commissari entro il prossimo 30 settembre, e quindi sottoposta ai creditori che dovranno dare il loro parere. L’attività, secondo i piani di QS Group sarà basata sulla continuità della tipologia del prodotto, cioè elettrodomestici che dovranno tuttavia posizionarsi in una fascia più alta del mercato. È previsto, comunque, anche lo sviluppo di altre tipologie di prodotti attinenti.

L’Isrim Per quanto riguarda l’Isrim, l’assessore, dopo aver ricordato che «la Regione detiene, tramite Sviluppumbria, il 4% delle quote ha evidenziato la necessità, per la continuazione dell’attività, di individuare una nuova governance che assicuri la continuità oltre 31 dicembre 2011. Un soggetto che dovrà definire una nuova organizzazione dell’Istituto affinché possa posizionarsi sul mercato favorendo al contempo l’ingresso di altri soci. Sarà necessario, quindi, un progetto di prospettiva futura, sostenibile e logica».

La Trafomec Sulla Trafomec, Riommi ha ricordato che si tratta di una realtà produttiva nata dall’autoimprenditorialità umbra e che si è posizionata, nel corso degli anni, in un mercato maturo, ma di significativo valore aggiunto. Negli anni il gruppo si è internazionalizzato e  oggi controlla diverse società di cui 2 operanti in Italia (Tavernelle e Fabro) ed è gestito da un fondo di investimento. «L’azienda – ha assicurato Riommi – si è impegnata con la giunta regionale e le organizzazioni sindacali a sospendere le procedure di licenziamento di oltre due terzi dei 156 dipendenti ed  ha presentato una richiesta di cassa integrazione in deroga per accompagnare un percorso di riorganizzazione sul quale investirà dieci milioni di euro. In sostanza, la proprietà ha individuato a Tavernelle solo alcuni esuberi ed è intenzionata a riorganizzare il processo produttivo attraverso  il ricorso alla cassa integrazione in  deroga».

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