Younes Zareipour, procuratore del gruppo iraniano Mmd

di Fabrizio Ricci*

«Oggi al mondo ci sono 10 grandi gruppi che fanno elettrodomestici. Conta poco da quale Paese vengano, che sia la Germania, la Svezia o l’Iran, il fatto è che solo chi fa parte di questa cerchia ristretta può pensare di reggere la competizione globale e di avere chance sul mercato. Nuovi spazi non ce ne sono. O siedi già al tavolo o sei fuori e ci resti». Lo afferma Younes Zareipour, procuratore della Mmd-Entekhab in Italia, che per la prima volta parla con la stampa dell’operazione Merloni. E’ lui che sta rappresenta il gruppo iraniano in competizione con i cinesi della Nanchang Zerowatt per l’acquisizione della Merloni (la presentazione delle offerte vincolanti è slittata all’inizio di aprile, ndr).

Lei sembra convinto che con i cinesi non ci sia partita

Mi limito a osservare che il gruppo che io rappresento è proprietario di 25 stabilimenti in giro per il mondo ed ha acquistato il marchio Daewoo, oltre che la Tecnogas di Reggio Emilia. Siamo uno dei maggiori competitor mondiali nel settore, insieme a nomi come Samsung, Lg o Electrolux. E solo un gruppo con queste caratteristiche può sostenere l’acquisto di un’azienda come la Antonio Merloni, che ha una capacità produttiva di 5 milioni di pezzi all’anno, un terzo dell’intera capacità italiana, con migliaia di piccole medie aziende coinvolte nell’indotto.

E lei dice che questo è troppo per i cinesi di Zerowatt?

Sono una realtà molto piccola e fanno pochi prodotti e di bassa gamma. Qualsiasi persona di buon senso si domanderebbe come un piccolo gruppo possa trovare spazi di mercato in una situazione che è già molto ben definita.

D’accordo, lei porta acqua al suo mulino, ma fermiamoci qua visto che non possiamo sentire l’altra campana. Ci spieghi invece perché volete la Merloni

Il nostro obiettivo è quello di entrare in mercati più sofisticati, come quello europeo e americano. Per questo vorremmo portare a Gaifana i nostri prodotti di alta gamma, come i frigoriferi side-by-side o i prodotti dotati di controllo a distanza, anche dal telefonino. Naturalmente sfruttando il marchio Daewoo, perché è impensabile continuare a lavorare per conto terzi, senza marchio non si va da nessuna parte.

E per fare questo manterreste gli attuali livelli occupazionali?

Su questo non posso entrare, il piano industriale è ancora riservato. Quello che posso dire è che noi non facciamo operazioni immobiliari e non ci interessano i cespiti, il vero patrimonio della Merloni sta nella professionalità e nell’esperienza delle sue maestranze.

Ci dica allora se pensate di portare a termine l’operazione.

Siamo molto fiduciosi e crediamo in questo investimento. Però abbiamo chiesto alle istituzioni italiane, ministero e Regioni, impegni precisi per risolvere i problemi che notoriamente ci sono in Italia e che stiamo incontrando anche nei primi mesi di gestione di Tecnogas.

Che tipo di problemi?

Soprattutto di carattere finanziario, per l’accesso al credito, per il peso della burocrazia. Con la Tecnogas per esempio stiamo incontrando difficoltà nel reperimento di liquidità perché acquistando l’azienda tramite legge Marzano, non abbiamo ereditato il plafond maturato dalla vecchia società e questo ci crea problemi sia con le banche che rispetto all’Iva ridotta. E’ per questo che è necessaria una forte volontà da parte delle istituzioni e dei soggetti locali per creare i necessari presupposti per un investimento di successo.

*(Articolo tratto da Rassegna Sindacale)

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2 replies on “Merloni, parla Zareipour della Mmd (Iran): «Solo un gruppo come noi può acquistarla»”

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