di Ivano Porfiri
Se di fumata bianca è ancora prematuro parlare, stavolta il cielo su Fabriano e Nocera Umbra sembra schiarirsi per davvero. E colorarsi di tinte esotiche, iraniane. I vertici istituzionali di Marche e Umbria, nelle persone del presidente Gian Mario Spacca e dell’assessore allo Sviluppo economico Gianluca Rossi, hanno incontrato venerdì a Fabriano, Younes Zarepour, rappresentante della compagine iraniana Mmd, con capitali a Dubai, interessata alla acquisizione dell’intero perimetro umbro-marchigiano della Antonio Merloni, dopo aver già messo le mani sulla Tecnogas di Reggio Emilia.
Interlocutore affidabile «Abbiamo registrato una certa consistenza e affidabilità nell’interlocutore del gruppo iraniano – commenta a caldo l’assessore Rossi con Umbria24.it – fattore che ci viene confermato dalla serietà che è stata già riconosciuta al medesimo gruppo dai commissari, che gli hanno già assegnato la parte emiliana del gruppo». Rossi conferma che la Mmd è interessata all’intero perimetro industriale e alla «continuità produttiva». A non stravolgere, cioè, la catena di produzione. «Ci hanno dimostrato una buona conoscenza e competenza, oltre a un interesse forte e motivato», chiosa l’assessore.
Richieste finanziarie e organizzative Non è, tuttavia, ancora tempo di dire che i giochi sono fatti. «L’esponente della Mmd – precisa Rossi – ci ha formulato richieste precise di natura finanziaria e organizzativa data la consistenza dell’investimento da fare, su cui non sono stati forniti dati numerici». Le Regioni hanno confermato la loro disponibilità a confermare quanto nelle loro possibilità secondo la Legge Marzano e secondo l’accordo di programma, incanalando così le risorse pubbliche previste per la reindustrializzazione, sia nazionali che regionali.
Vincoli di riservatezza Su alcune questioni procedurali e sostanziali, tuttavia, le Regioni puntualizzano che «le informazioni richieste potranno essere fornite solo dai commissari anche perché le Regioni ancora non sono a conoscenza del piano industriale di dettaglio degli iraniani e i vincoli di riservatezza non consentono all’azienda di esplicitarlo».
Garanzie occupazionali L’unica contropartita chiesta dalle istituzioni, al di là della continuità industriale, è la salvaguardia dei livelli occupazionali. «Non ci sono stati dettagli – ha detto Rossi – ma è chiaro che un impegno sull’intero perimetro e nel medesimo settore presuppone un forte impegno sul fronte occupazionale. Per noi è un presupposto fondamentale, imprescindibile».
I tempi Sulla tempistica, la procedura prevede la presentazione delle offerte vincolanti entro metà maggio ed è probabile che il gruppo iraniano sia intenzionato a chiudere in quei termini. Intanto, il 24 febbraio si terrà il tavolo interregionale a Fabriano con le Regioni che incontreranno i commissari. In quella sede potrebbero emergere nuovi dettagli sul piano industriale iraniano, che resta ancora top secret.
Diffidenza sulla proposta cinese Non sembra, invece, convincere l’offerta della cinese G8, una cui lettera di intenti è stata letta giovedì dal sindaco di Fabriano in consiglio comunale. Nella missiva si promettevano 188 milioni di euro di investimenti in tre anni. Una mossa che da ambienti vicini alla trattativa viene definita «quantomeno azzardata».
Ugl cauta «L”interesse da parte della società iraniana Mmd all’acquisizione della A. Merloni è una notizia positiva, ma prima di cantar vittoria è necessario conoscere cosa l’azienda ha intenzione di fare per salvaguardare l’occupazione». Lo afferma il vice segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici Laura De Rosa. «Prima di dare un giudizio complessivo – aggiunge – è necessario conoscere i piani della società: non bisogna dimenticare che sono in gioco migliaia di posti di lavoro, la sopravvivenza delle famiglie e la tenuta economica di interi territori».

