Mario Bravi e Susanna Camusso a colloquio (Foto F.Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Non usa giri di parole il segretario della Cgil Mario Bravi sulla vicenda dell’Antonio Merloni, sulla crisi della produzione del bianco, in particolar modo per la condizione del distretto di Gaifana. E’ una denuncia a tutto tondo quella che scrive di proprio pugno e invia alle agenzie e ai giornali, una denuncia che ha il sapore di una disfatta, per una azienda, ma anche per una intera area industriale e soprattutto per migliaia di famiglie. L’ultimo affondo alle iniziative messe in campo per individuare soluzioni alla crisi che investe la Merloni, secondo le parole del segretario Cgil è arrivato all’incontro regionale.

La nota «L’incontro di ieri pomeriggio in Regione ha confermato l’assenza di prospettive reali, praticabili ed immediate per il futuro della Antonio Merloni di Gaifana»: lo dice il segretario regionale della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi, sottolineando che «le manifestazioni di interesse (di cinesi e iraniani), mano a mano che passa il tempo, si stanno rilevando un autentico bluff». Per Bravi, «l’ipotesi di un investitore che continui a produrre nel ‘biancò appare una pia illusione, a meno di miracoli all’ultimo momento, a cui razionalmente possono credere soltanto in pochi. Tutto questo dimostra la validità dell’analisi che la Cgil Umbra ha prodotto da tempo e che punta a percorrere con incisività la strada dell’accordo di programma per mantenere l’industria nella fascia appenninica, dove si rischia una crescente deindustrializzazione (anche dopo la recente crisi dell’Umbriafiller di Nocera), e per mantenere i livelli occupazionali, tenendo conto che in quella realtà sono in discussione oltre 3.000 posti di lavoro.

«Assente il governo» Questo – continua Bravi in un comunicato – richiede che gli imprenditori e le loro associazioni producano progetti ed iniziative credibili, ma il soggetto fondamentale che deve svolgere una funzione fondamentale che finora non ha svolto si chiama Governo nazionale». «Infatti, al di là dei tavoli tecnici, ai quali sono presenti i funzionari del ministero, finora nessun ministro di questo Governo – fa rilevare il segretario Cgil – si è fatto carico della più grande vertenza nazionale del Paese, proprio quella dell’Antonio Merloni. E sicuramente finora non se ne è fatto carico il ministro Romani che si è limitato ad un tour elettorale caratterizzato da promesse e da un nulla di fatto totale».

«Tutto questo non è accettabile», ribadisce Bravi, secondo il quale «il Governo di questo Paese, se c’è, deve svolgere una funzione e quindi abbiamo chiesto anche al tavolo regionale che si apra un tavolo di confronto a livello nazionale sulla questione dell’Antonio Merloni e sulle altre vertenze in Umbria. Riteniamo che tutte le forze sociali ed istituzionali della fascia appenninica debbano chiamare in causa il ruolo del Governo nazionale, uscendo dal torpore e dalla sottovalutazione. Sottovalutazione come quella, incredibile, dimostrata dalla nuova amministrazione di Nocera Umbra che, contrariamente a tutte le altre amministrazioni della fascia appenninica che erano presenti, si è permessa addirittura il lusso di disertare il tavolo regionale», fa notare Bravi.

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