di Marco Torricelli
È uno dei, tanti, temi delicati che tengono banco in queste settimane nel corso delle quali il polo chimico ternano è sempre al centro dell’attenzione: la Meraklon Yarn, ovvero la parte dello stabilimento nel quale si produce il ‘filo’ e rimasta in mezzo al guado dopo che Beaulieau ha acquistato l’altra parte, quella dalla quale esce il ‘fiocco’.
Il rilancio Luciano Polpetta, l’ex dirigente Montedison che si propone di rilevare Yarn, ha accettato di parlare con Umbria24 e, tanto per cominciare, spiega che «non siamo certo intenzionati a prendere quello stabilimento per farne una piattaforma logistica, come si è detto. Noi abbiamo intenzione di rilanciare l’azienda, puntando ad affiancare nuove produzioni a quelle esistenti e su nuove strategie di penetrazione del mercato». Siete? «Certo, non è un mistero che il nostro è un gruppo, locale, composto da persone che hanno voglia di provare a combinare qualcosa di buono».
I partner Forse il fatto che tra queste persone c’è il titolare di un’azienda di autotrasporti ha fatto nascere il dubbio relativo alla piattaforma: «Guardi che Contessa, perché è chiaro che è di lui che si parla, è già molto ben attrezzato, da questo punto di vista. Il suo interesse, in questa operazione, è di puro carattere imprenditoriale e, anche lui, è convinto che il ‘filo’ possa essere rilanciato». Lei ha parlato di un gruppo, chi altro c’è? «Diciamo che c’è un terzo possibile partner, anzi un quarto, visto che Sviluppumbria è pronta ad affiancarci, che sta valutando attentamente la cosa, ma del quale non mi sembra corretto parlare in questo momento».
Il piano Sul tavolo dell’avvocato Daniele Discepolo, il commissario che sta gestendo questa fase delicata – e che ha coordinato il passaggio del ‘fiocco’ sotto il controllo di Beaulieau – sarebbe «già stata presentata una nostra proposta di massima, accompagnata dalle linee guida di quello che sarà il piano industriale che vogliamo attuare – dice Luciano Polpetta – e ,ovviamente, possiamo solo attendere di essere chiamati per discuterne». Un piano che prevede? «Mi scuserà, ma prima di dirlo a lei vorrei discuterne con il commissario e, nel caso si possa procedere, con le istituzioni e le parti sociali».
I lavoratori Però ci sono 110 lavoratori – quelli di Meraklon Yarn – che sono in ansia: «Ma che sono anche consapevoli di quella che è la situazione attuale della loro azienda – spiega Polpetta – nella quale i giorni di cassa integrazione non si contano più e che, senza un intervento serio, rischia davvero grosso». Il vostro piano, però, non sarebbe indolore: «Certo non sarei sincero se le dicessi che, nelle nostre previsioni, non c’è un intervento anche sull’aspetto occupazionale – ammette – ma sono invece assolutamente sincero se le dico che nel medio-lungo periodo quell’azienda potrà tornare a generare buoni utili e, di conseguenza, offrire anche possibilità occupazionali. I lavoratori, che mi conoscono, sanno che non mi piace prendere in giro le persone».
I tagli La sintesi, a spanne, è un po’ quella già trapelata, ma sulla quale è inutile insistere con il pur cortese Luciano Polpetta: una buona metà degli attuali addetti di Yarn – il personale ha un’età media di 47 anni e si trova quindi nelle condizioni di non poter contare sugli ammortizzatori sociali – rischia grosso. Vero che Beaulieau ha annunciato massicci investimenti sul ‘fiocco’ – e addirittura una nuova linea di produzione – che potrebbero permettere un ‘travaso’ di lavoratori da una realtà all’altra, ma il numero non sarebbe certo sufficiente a tenere il bilancio occupazionale in equilibrio. Una grana in più per l’avvocato Discepolo.
