Una persona al computer

L’intelligenza artificiale entra nella lotta all’evasione fiscale e cambia anche il modo in cui verranno programmati i controlli in Umbria. Il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, ha firmato l’atto di indirizzo sulla politica fiscale per il triennio 2026-2028: 82 pagine che tracciano la linea per l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza.

Il principio dichiarato è chiaro: distinguere in modo più netto i contribuenti regolari da quelli a rischio, accompagnando i primi e concentrando i controlli sui secondi. A supporto arriverà l’intelligenza artificiale, che sarà utilizzata per leggere in modo integrato le circa 200 banche dati fiscali oggi disponibili, sempre più collegate tra loro.

La decisione finale sui controlli, però, resterà in capo ai funzionari. Il documento ribadisce il principio della «non esclusività della decisione algoritmica»: gli algoritmi suggeriscono, ma non decidono da soli.

Il piano parte da un dato rivendicato dal Governo: tra il 2019 e il 2022 la propensione all’evasione delle principali imposte (al netto di Imu e accise) si è ridotta dell’11,7 per cento, superando l’obiettivo del 10 per cento fissato dal Pnrr. La strategia messa in campo negli ultimi anni ha incluso il rafforzamento dei controlli sulle frodi Iva, sulle compensazioni indebite con modello F24, l’estensione delle informazioni a disposizione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e l’obbligo di collegamento tra Pos e registratori telematici.

È proprio su questo patrimonio informativo che si innesta la nuova fase. Il cosiddetto Sistema informativo della fiscalità integrerà dati su fatturazione elettronica, corrispettivi telematici, pagamenti elettronici e anagrafe dei conti correnti per costruire profili di rischio sempre più dettagliati.

I controlli saranno programmati anche sulla base della disaggregazione provinciale e dei settori economici, oltre che sui comportamenti individuali: puntualità nelle dichiarazioni, correttezza dei dati trasmessi, regolarità nei pagamenti. Un rischio più alto sarà attribuito a chi è già risultato irregolare in passato. L’Agenzia monitorerà nel tempo questi contribuenti per valutare la loro “fedeltà fiscale”.

L’intelligenza artificiale sarà utilizzata anche per migliorare le lettere di compliance, cioè le comunicazioni preventive inviate ai contribuenti per segnalare possibili anomalie. L’obiettivo è ridurre i cosiddetti “falsi positivi” e misurare in modo più preciso il gettito recuperato grazie a queste iniziative.

In Umbria l’impatto di queste novità va letto dentro un tessuto economico fatto in gran parte di piccole e micro imprese. Secondo i dati più recenti di Istat e Unioncamere, la regione conta poco più di 90 mila imprese registrate, con una forte concentrazione nei servizi, nel commercio e nelle costruzioni. La dimensione media è ridotta e il lavoro autonomo ha un peso superiore alla media nazionale.

La “disaggregazione su base provinciale” prevista dal piano significa che anche Perugia e Terni saranno analizzate con indicatori specifici. I settori più esposti a rischio evasione a livello nazionale – come alcune attività del commercio al dettaglio, dei servizi alla persona e delle costruzioni – sono presenti in modo significativo anche in Umbria.

Negli ultimi anni, secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate nelle relazioni annuali, anche in Umbria si è registrato un aumento delle attività di controllo mirate e delle comunicazioni di compliance. Le somme recuperate derivano in larga parte da controlli sostanziali su Iva e imposte dirette, oltre che da attività legate alle compensazioni indebite.

Il nuovo utilizzo dell’intelligenza artificiale potrebbe rendere più frequenti i controlli “selettivi”, cioè concentrati su posizioni considerate più rischiose in base all’analisi dei dati. Allo stesso tempo, chi presenta dichiarazioni corrette e paga con regolarità potrebbe essere meno esposto a verifiche.

Il piano investe anche l’azione dell’Agenzia delle Dogane, chiamata a contrastare evasione totale dei dazi, sottofatturazione e frodi Iva all’importazione, in particolare attraverso l’e-commerce e le spedizioni frazionate, i cosiddetti mini pacchi.

Per l’Umbria, dove cresce il numero di imprese che vendono online e di consumatori che acquistano tramite piattaforme digitali, il tema riguarda sia le aziende locali che importano merci sia i controlli sulle catene di approvvigionamento.

La linea del triennio 2026-2028 è dunque quella di un fisco sempre più basato sui dati. La promessa è duplice: meno controlli “a caso” e più interventi mirati. La prova sarà nella capacità di coniugare tecnologia e garanzie per i contribuenti, in un contesto regionale come quello umbro dove il rapporto tra amministrazione finanziaria e piccole imprese resta un nodo centrale.

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