di M. R.

Un piano di investimenti complessivo di circa 406 milioni di euro individuati ‘a palla di neve’ per il triennio 2016-2018. Questo il Masterplan di Confindustria che si stima possa contribuire a una significativa riduzione della disoccupazione, che dovrebbe arrivare intorno al 4% a fine 2018, un valore vicino a quelli pre-crisi e oggi superiore a quello nazionale. Sono solo alcune delle peculiarità dell’indirizzo strategico per lo sviluppo dell’area industriale di Terni e Narni, la cui prefazione griffata Catiuscia Marini avrebbe surriscaldato gli animi della direzione comunale del Pd ternano.

Palla di neve Questa la metafora utilizzata dallo studio Ambrosetti per la quantificazione del potenziale di investimento nel territorio. Tale operazione è infatti cominciata attraverso interlocuzioni con manager di aziende e imprenditori locali: in questo ambito sono stati stimati circa 357 milioni di euro nell’orizzonte temporale 2016-2018. In seconda battuta è stato aperto un canale di dialogo con le istituzioni regionali e valutata un’ulteriore sorgente di fondi, ovvero quelli del Por-Fesr 2014-2020 (destinati per il 75% alla provincia di Perugia e per il 25% a Terni). Dalla Regione, per il rilancio del manifatturiero individuati complessivamente 31 milioni di euro da qui al 2018. L’ultimo passaggio di quantificazione è stato stimare i fondi stanziabili dal ministero dello Sviluppo economico: 18 milioni di euro.

Politica industriale, gli scenari possibili Tre filoni su cui si concentra l’attività territoriale dettata dal piano di Confindustria:  la crescita di un tessuto artigianale e di micro-imprese moderno; la creazione della smart land di Terni-Narni; la diffusione di stili di vita sostenibili. Altrettanti i possibili scenari futuri con l’attivazione delle strategie pensate: Terni Città del Titanio, rimettendo al centro dell’economia il metallo nelle sue leghe più evolute; Terni specializzata nella filiera del polipropilene di alta qualità, riconquistando il proprio ruolo nel mondo chimico sull’eredità lasciata dal Premio Nobel Giulio Natta; Terni città faro in Europa per la ricerca, la produzione, l’applicazione e l’utilizzo dei biopolimeri, quindi  un’evoluzione della tradizione chimica ternana in chiave green.

Obiettivi strategici I fini ultimi dell’iniziativa di mobilitazione sono essenzialmente sei: rafforzare il sistema locale imprenditoriale e delle piccole e medie imprese; sostenere la specializzazione del manifatturiero, puntando sui settori più promettenti e sulla riqualificazione di quelli più maturi; innovare e internazionalizzare il tessuto produttivo locale; rilanciare gli investimenti locali e attrarne di esogeni;  sostenere la creazione di nuove imprese;  semplificare il sistema burocratico e amministrativo al fine di rendere il territorio più attrattivo.

Interlocutori territoriali  Il Masterplan per il rilancio del manifatturiero nell’area di Terni e Narni, come è noto, è stato promosso da Confindustria Umbria ed elaborato con il supporto di The European House-Ambrosetti ma hanno contribuito numerosi altri soggetti: imprenditori e manager delle aziende, Regione Umbria, Sviluppumbria, i Comuni di Terni e Narni, rappresentanti parlamentari locali, Università degli Studi di Perugia, l’Istituto tecnico superiore Allevi Sangallo, Casse di risparmio dell’Umbria sindacati, Camera di commercio, Confcommercio, Confartigianto,Casartigiani e Caos.

Pd Solo accesi confronti in via Mazzini poi sottoscritto un documento unitario col quale la direzione comunale del partito di Terni sostiene la necessità di un rilancio dell’azione politico-amministrativa. «Si ritiene – si legge – non più rinviabile la necessità di dotare l’area ternana di uno strumento dedicato che rilanci l’attrattività e la competitività industriale, puntando sull’innovazione, sulla sostenibilità ambientale, nonché sulle infrastrutture fondamentali come la bretella Ast il completamento della piastra logistica, e l’evoluzione delle reti tecnologiche». Strumento al quale la Regione starebbe lavorando di concerto col governo nazionale, come dimostra una delibera della giunta di Palazzo Donini del novembre scorso. I dem ternani intanto annunciano «un rinnovato protagonismo» anche per le questioni ambientali, il polo universitario e il decoro urbano.

La prefazione della Marini Secondo indiscrezioni, nella riunione 2.0 della direzione comunale del Pd, si sarebbe parlato proprio del documento di pianificazione territoriale, con particolare riferimento alla prefazione scritta dalla governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini. In un passaggio la presidente : «Vogliamo creare un tessuto produttivo senza condizioni emergenziali […], non abbiamo di aprire una stagione di cieca caccia all’incentivo […]». Da diversi membri del suo stesso partito, queste considerazioni sono state lette come un passo indietro rispetto al riconoscimento dell’area di crisi complessa. In realtà, rispetto alla questione, con una delibera di giunta regionale sulla reindustrializzazione dell’area di Terni e Narni (risalente al novembre scorso) Palazzo Donini  si è impegnato a individuare d’intesa col governo, «lo strumento nazionale maggiormente idoneo, fra quelli previsti dalla programmazione negoziata, inclusa l’area di crisi complessa».

 Twitter @martarosati28

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