di Chiara Fabrizi
Circa 70 esuberi a fronte di 244 dipendenti e taglio dello stipendio del 15 per cento per 4 anni. Firmata intorno alle 20. 30 al ministero del Lavoro l’ipotesi di accordo per il futuro di Maran in concordato preventivo dal gennaio scorso e prossima a passare agli svedesi del Gruppo Hoist che hanno affidato la guida di Nuova Maran all’amministratore delegato Gian Marco Tolone (foto).
Firmato l’accordo per Maran L’esito dettagliato della trattativa fiume sarà riferito ai lavoratori nell’assemblea di venerdì mattina dai sindacalisti Simona Gola, Paolo Pierantoni e Cristina Taborro, che per ora tengono stretti nel massimo riserbo i particolari. Sostanziali novità, se non una limatura sugli esuberi ottenuta a Roma col pressing del vicecapo di gabinetto del Mise Giorgio Sorial, che ha chiesto ai manager Hoist di verificare ancora margini per salvaguardare posti di lavoro, non ne filtrano e alla fine la firma è stata apposta dalle parti per circa 70 esuberi, il numero esatto sarà reso noto tra alcune ore, con un taglio dello stipendio del 15 per cento per 4 anni per chi resta, mentre per chi lascia è confermato l’incentivo economico delle quattro mensilità di stipendio, che però non saranno riconosciute ai lavoratori che eventualmente rifiuteranno l’offerta della Nuova Maran di Hoist, come invece era emerso negli ultimi due giorni. Evitato, poi, l’azzeramento del livello contrattuale per i 22 dipendenti con gli inquadramenti migliori, mentre per tutti gli altri sarà demansionamento. Ora a esprimersi dovranno essere i lavoratori: venerdì mattina i dettagli dell’ipotesi di accordo raggiunta al ministero del Lavoro dovranno essere votati.
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