La sede Maran di Roma

«Maran chiude la sede di Roma e apre il licenziamento collettivo per 57 lavoratori a tempo indeterminato, mentre per altri 24 i contratti a termine non sono stati rinnovati». Questa la denuncia dei rappresentanti sindacali del centro operativo della capitale che, attraverso una nota stampa, attaccano duramente la decisione assunta dalla proprietà alla fine del gennaio scorso. I vertici del Gruppo di Spoleto, contattati da Umbria24, si sono riservati nelle prossime ore di fornire precisazioni sulla scelta societaria.

Maran chiude la sede di Roma In particolare, nel documento firmato da Luciana Annis e Giuseppina Cipresso (Uil), Simone Bracceschi (Cisl) e Giuliana Panti (Cgil) si legge: «Senza dichiarare la crisi aziendale e con telegramma, la proprietà di Spoleto ha annunciato i licenziamenti e aperto la mobilità, motivando la chiusura di Roma col presunto andamento negativo del bilancio. Ma caso vuole – proseguono i rappresentanti dei lavoratori – che proprio il centro operativo della capitale abbia subito negli anni una singolare imposizione strategica da parte della proprietà, che imputa i ricavi di Roma prodotti dalla lavorazione di commesse plurimilionari al bilancio di Spoleto. Da qui la presunta bad company rappresentata dalla sede del Lazio, che nei documenti economici ha iscritti soltanto gli esborsi per stipendi e costi fissi, come utenze, locazione uffici e software gestionali».

Licenziamento collettivo Poi l’attacco: «Il processo di stabilizzazione tanto vantato e decantato anche sui media dalla proprietà e in particolare dall’amministratore delegato (Fabio D’Atanasio, ndr) ha in realtà comportato pesantissime decurtazioni salariali (25% in meno rispetto ai minimi garantiti dalla contrattazione collettiva di settore), con stipendi di poco superiori ai 500 euro mensili. Sacrificio che tutti, compresi i lavoratori già a tempo indeterminato, hanno sostenuto ai fini della stabilizzazione dell’organico ancora precario, anche alla luce di ripetuti accordi tra sindacati e azienda a garanzia dell’assunzione a tempo indeterminato, in capo a un periodo massimo di 36 mesi (era il 2013), di una percentuale superiore al 90% dei collaboratori fino a quel momento inquadrati a progetto. Di tutti questi buoni propositi non rimane nulla se non il fatto che 24 precari ricevono a sorpresa un telegramma di mancato rinnovo e 57 a tempo indeterminato si trovano senza lavoro dalla sera alla mattina, mentre la proprietà non ha avanzato nessuna proposta alternativa o di salvataggio della sede di Roma chiusa per presunte perdite di bilancio».

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One reply on “«Maran chiude la sede di Roma: licenziamento collettivo per 57 lavoratori e 24 precari a casa»”

  1. Ovvio, queste sono aziende che funzionano quando inizia la crisi fino a quando è conclamata,….
    Dopo 5-6 anni chi poteva pagare ha pagato o è fallito e non c’è più credito da recuperare.

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