di Daniele Bovi
Il treno dell’export è ripreso a correre anche in Umbria. Con un più 19% rispetto al 2009, anche se i valori in assoluto sono ancora inferiori ai livelli pre-crisi, e un peso dell’industria sull’economia locale pari al 20% (contro il 18,8% della media nazionale), alcuni tra i più importanti imprenditori dell’Umbria hanno discusso sabato mattina del ruolo delle aziende locali sui mercati internazionali e di come riuscire a fare di più e meglio in un contesto sempre più competitivo. L’occasione è stata fornita dal Comitato Leonardo presieduto da Luisa Todini, che alla Luisa Spagnoli di Perugia ha organizzato un convegno proprio sulle prospettive del made in Umbria.
Caprai: serve fare rete «In Umbria siamo piccoli – spiega Marco Caprai, ad della nota azienda vinicola – e dovremmo riuscire a creare reti di imprese più grandi e a vendere meglio il brand Umbria». Per non parlare delle lacune della politica agricola: «In regione – dice sempre Caprai – esistono due tipi di agricoltura: quella delle grandi quantità e quella delle qualità. Si diversifica poco, territorialmente viene messo tutto nello stesso calderone, dalla pianura del Trasimeno a Castelluccio di Norcia. In Umbria il settore ha bisogno di una ristrutturazione che miri all’efficienza: produciamo 1,2 milioni di litri e ne esportiamo meno di 20 mila. Il problema, prima di tutto, è dimensionale». Così, insomma, non va, anche se Caprai invia a fare «meno lamenti e a creare un sistema regionale più efficiente».
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Neri: fotovoltaico, sgambettati dal Governo Moderato dal giornalista del Sole 24 Ore Cesare Peruzzi, il dibattito ha coinvolto il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Stefania Giannini, l’ad di TerniEnergia Stefano Neri, Angelo Colussi, il sindaco di Todi Antonino Ruggiano e il direttore Relazioni industriali di Nestlé Italia Gianluigi Toia. Dall’istruzione ai pannelli fotovoltaici il mantra è lo stesso: serve fare squadra per superare il nanismo cronico delle imprese umbre e semplificare per rendere agevole il fare impresa. Se, quindi, il rettore Giannini invita a creare distretti formativi e culturali per continuare ad attrarre studenti stranieri, l’ad di TerniEnergia analizza prima di tutto lo «sgambetto» operato dal Governo con il decreto sul fotovoltaico che pone numerosi problemi alle imprese del settore: «Non credo – dice Neri – che giovi all’immagine dell’Italia ingannare gli investitori esteri».
Marini: territorio ha valore strategico Che si fa ora? Si guarda prima di tutto avanti, innovando e cercando nuovi settori: «I business – spiega sempre Neri – durano solo alcuni anni. Perciò bisogna prevedere il futuro e cercare di capire che cosa accadrà». Di fronte agli ostacoli quindi, la parola d’ordine è riorganizzarsi e cambiare business. Una certezza, secondo la presidente della Regione Catiuscia Marini, è invece rappresentata dalle occasioni che il territorio in quanto tale offre. Nel suo intervento di apertura infatti la presidente ha spiegato come «il rapporto tra impresa e territorio spesso è stato vissuto più come un ostacolo alla crescita che come una opportunità. Soprattutto in Umbria, dove oggettivamente sono presenti elementi che condizionano lo sviluppo, quale l’insufficiente dotazione infrastrutturale. Ma è pur vero che, proprio in una terra come la nostra, questo rapporto con il territorio può tradursi in una straordinaria opportunità per le imprese».
Bioplastica e San Francesco A ulteriore riprova la Marini ha riferito alla platea i contenuti di un colloquio con Frederic Scheer, ad di Cereplast che ha deciso di scegliere proprio un piccolo centro della campagna umbra quale Cannara per realizzare non solo uno stabilimento produttivo, ma un centro di ricerca e sviluppo delle nuove tecnologie legate alla «chimica verde». Alla domanda della presidente Marini circa il perché l’importante multinazionale francese avesse deciso di compiere questa scelta di investire in Umbria – al di là degli incentivi pubblici – l’amministratore delegato ha affermato che ha un importantissimo «valore aggiunto» perché dimostra come sia possibile e compatibile la produzione di «bioplastica» in un luogo simbolo dell’ambiente: la valle che guarda la collina di Assisi ed il Sacro Convento di San Francesco.



