«Tavolo di confronto per salvare il Teatro Lirico Sperimentale in crisi». La Slc-Cgil raccoglie l’appello dei lavoratori dell’istituzione artistica di Spoleto, alle prese con conti in rosso per circa mezzo milione di euro, e attraverso il segretario Mario Bravi dà voce alla profondissima preoccupazione dei circa 150 lavoratori del Lirico Sperimentale, tra dipendenti e stagionali, alcuni con collaborazioni storiche: «La lirica e la cultura sono una parte fondamentale della identità del nostro territorio e non a caso costituiscono la parte migliore del nostro biglietto da visita, oltre a rappresentare un volano importante di contrasto alla crisi. Per questo i lavoratori e le lavoratrici dello Sperimentale di Spoleto non possono essere condannati alla precarietà perenne e al taglio dei finanziamenti pubblici». Quindi la richiesta «alla Regione in primis di aprire immediatamente un tavolo di confronto per dare risposte rapide e concrete a una realtà fondamentale per la cultura del nostro paese». Bravi, poi, non manca di evidenziare come la crisi del Lirico si inserisca «in un contesto territoriale, quello di Spoleto appunto, in cui si rischia di perdere un migliaio di posti di lavoro» per le vertenze ex Pozzi, Maran, ex Novelli e Cementir. «La cultura da sola non può dare una risposta alle vertenze industriali ma sarebbe paradossale una situazione di crisi che colpisce insieme tutti i settori vitali dell’economia e della società della città dei Due Mondi: non possiamo assistere passivamente al declino e al degrado di una delle più importanti città dell’Umbria».
Lirico Sperimentale in crisi, Cgil: «Subito tavolo per dare risposte concrete»
