L’Imu potrebbe subire modifiche per il prossimo anno. Applicata su abitazioni non di principale residenza, seconde case, fabbricati commerciali, terreni edificabili e altri immobili ceduti in locazione è la principale fonte d’entrata per le amministrazioni locali. Nel corso del 2024-25 sono intervenute modifiche normative che ampliano la facoltà dei comuni di differenziare le aliquote, ma per la regione Umbria mancano ancora dati completi e aggiornati che permettano di costruire una classifica dettagliata per città riguardo al gettito, al numero dei contribuenti e alla distribuzione per tipologia di immobili.
I comuni definiscono annualmente le aliquote applicabili per le varie categorie catastali, ma dal 2024 hanno ottenuto maggiore margine di manovra: possono differenziare le percentuali in base alla tipologia di immobile (abitazioni principali escluse o agevolate, seconde case, fabbricati “di lusso”, immobili “a disposizione” eccetera) ma devono rispettare condizioni precise. Le aliquote devono essere proporzionali, non possono discriminare categorie di proprietari, e devono essere approvate tramite delibera comunale entro il 14 ottobre, con pubblicazione sul sito del dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre: in caso di mancato rispetto dei termini restano vigenti le aliquote dell’anno precedente.
A livello nazionale è stato pubblicato un decreto firmato dal viceministro dell’economia che integra l’allegato A, indicando nuove casistiche in cui i comuni possono ridurre l’aliquota o azzerarla: tra queste gli immobili “a disposizione” (anche case al mare se rispettano criteri di non uso abitativo continuativo), i fabbricati del gruppo catastale D (impresa, alberghi, teatri…) entro limiti, i terreni agricoli e immobili divenuti inagibili.
In Umbria la Imu colpisce principalmente i seguenti casi: seconde abitazioni, immobili dati in locazione, unità classificate nella categoria D (fabbricati “commerciali” o “industriali”), aree edificabili, terreni agricoli non esenti. Per esempio, nel sito del comune di Foligno si legge che per i fabbricati in categoria D “la quota d’imposta calcolata allo 0,76% deve essere versata allo Stato; la differenza con l’aliquota deliberata dal comune spetta al comune stesso”. Il comune di Terni informa che l’acconto dell’imposta per i contribuenti in Umbria è pari al 50% entro il 16 giugno, con saldo entro il 16 dicembre.
Va segnalato un caso ulteriore: per i fabbricati ubicati nelle zone dell’Umbria colpite dagli eventi sismici del 9 novembre 2022 e del 9 marzo 2023 è prevista una misura di ristoro per il mancato gettito Imu per l’anno 2025, pari a circa 110.000 euro per la regione.
Pur senza dati completi, si possono indicare alcune evidenze: i comuni capoluogo, come Perugia e Terni, con maggiore numero di abitanti e immobili soggetti, probabilmente raccolgono la quota più rilevante del gettito regionale Imu. Ad esempio il comune di Perugia, nel proprio sito, conferma l’applicazione delle aliquote comunali per il 2025 e offre il calcolo online.
Con la maggiore libertà concessa ai comuni dal 2024, gli umbri potrebbero trovarsi di fronte a scenari differenziati: I comuni potranno decidere aliquote differenziate per tipologie di immobili (ad esempio aliquota più alta per seconde case, o agevolazioni per immobili “a disposizione” o terreni agricoli). Potrebbero essere introdotte esenzioni o riduzioni più mirate in specifiche casistiche – ad esempio immobili inutilizzati, inagibili o ubicati in zone terremotate (caso Umbria) – in base al decreto ministeriale recentemente aggiornato. Tuttavia la variazione delle aliquote dovrà rispettare i vincoli di proporzionalità e non discriminazione: non sarà quindi possibile per un comune imporre aliquote “esagerate” per certe categorie o favorire drasticamente solo un gruppo di proprietari. Per il contribuente ciò significa che occorrerà verificare annualmente le deliberazioni comunali: se il consiglio comunale entro il 14 ottobre non approva nuove aliquote e non le pubblica entro il 28 ottobre, restano in vigore quelle dell’anno precedente. Questo elemento offre una sorta di “stabilità temporanea” ma richiede attenzione nel corso dell’autunno di ogni anno.
