Un operaio

Dalla Cisl, frecciatine all’Acciai speciali sull’iniziativa Astory, dalla Cgil la proposta di una Carta dei diritti universali del lavoro, ovvero un nuovo statuto delle lavoratrici e dei lavoratori.

Fim Cisl Quando Riccardo Marcelli parla di Astory, si riferisce al nuovo processo di comunicazione avviato qualche settimana fa all’interno del sito siderurgico di viale Brin, un’operazione di trasparenza verso i dipendenti del colosso dell’acciaio che dai dirigenti agli operai coinvolge tutti. Il sistema prevede una serie di incontri tra figure che lavorano in Ast a vario livello per diffondere la cultura dei processi in atto e quindi volta a garantire la consapevolezza di ciascuno del proprio ruolo all’interno dell’azienda.

ASTory «Mai come in questo momento – ammette il segretario Fim Cisl Umbria – l’Ast necessita di una organizzazione che supporti il cambiamento. L’Azienda è piena di ordini di acciaio inossidabile. Un po’ meno di black. Forse anche nella Divisione Materials di ThyssenKrupp in pochi si aspettavano che in una manciata di mesi si sarebbe rimesso a posto il processo ordini-produzione con i clienti che stanno mostrando fiducia e con le maestranze che a tutti i livelli stanno dimostrando maturità e coscienza per l’Azienda in cui lavorano. I servizi accessori, però – ecco le ombre di Astory secondo Marcelli – debbono necessariamente aiutare e sostenere il processo produttivo e commerciale».

Riccardo Marcelli Dal segretario insomma, il benestare rispetto a questa nuova vision e svolta culturale purché si traduca in un spinta industriale forte che passi anche attraverso una maggiore motivazione dei lavoratori: «Con Astory – prosegue Marcelli nella nota – l’azienda sta dando un segnale di interesse verso i lavoratori. Questo però sembra andare in contrapposizione con la gestione quotidiana di chi ci lavora: la fabbrica delle persone è triste, con un processo di cambiamento che rischia di essere troppo burocratizzato. Un contrasto che disorienta i dipendenti, i fornitori e i clienti. L’affidabilità deve passare attraverso una corretta e puntuale organizzazione e gestione interna. Non possiamo distruggere le competenze, cancellare l’autostima, ledendo a volte pure la dignità di operai impiegati e quadri».

Cgil di Terni Tutt’altro clima in via San Procolo, la Cgil sta infatti puntando sulla Carta dei diritti universali: la proposta di legge del sindacato entra nei luoghi di lavoro della provincia di Terni. Sono circa 110 le assemblee, tra quelle programmate e quelle in corso di svolgimento in tutto il territorio. L’obiettivo è quello di discutere con tutte le iscritte e gli iscritti Cgil (31mila sul territorio provinciale) la proposta di legge di iniziativa popolare redatta dal sindacato insieme a un gruppo di giuristi del lavoro, per poi avviare la fase della raccolta delle firme, che dovrà portare il testo in Parlamento.

Andrea Farinelli La Carta farà il suo ingresso all’Ast, la più grande realtà produttiva dell’Umbria, il 16, 17 e 18 febbraio. La campagna di assemblee si chiuderà infine il 19 marzo. «È evidente che per la nostra organizzazione – afferma Andrea Farinelli, segretario organizzativo della Cgil di Terni – si tratta di una sfida straordinaria e decisiva. L’obiettivo è quello di rimettere al centro della discussione pubblica il lavoro, con un’ottica di inclusione e allargamento dei diritti, contro la frammentazione e l’isolamento che hanno caratterizzato questi ultimi 20 anni. Inoltre – conclude Farinelli – le assemblee sulla Carta rappresentano un’occasione importante per coinvolgere sempre di più tutti i lavoratori e le lavoratrici, non fermandoci ai soli aspetti specifici delle categorie, di carattere contrattuale, o alle problematiche aziendali, ma dando respiro ad un’azione sindacale confederale che punta a ripristinare ed estendere i diritti».

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