Sono diminuite della metà a maggio le ore di cassa integrazione in Umbria rispetto ad aprile e anche rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Ma in modo non uniforme: forte calo della cassa ordinaria e in deroga, specie nell’industria, mentre cresce (e non di poco) quella straordinaria. Lo rende noto l’Inps.
Su e giù Complessivamente sono state 1.889.191 le ore di cig autorizzate con una diminuzione del 52% sia rispetto allo stesso mese del 2010, quando le ore autorizzate furono 3.936.044 milioni, sia in confronto ad aprile 2011 (meno 53%). «Analizzando i dati di maggio – riferisce l’istituto di previdenza – si rileva che, per quanto riguarda gli interventi ordinari (Cigo), le ore autorizzate sono 395.358, con un calo del 23,52%: il forte decremento della cassa integrazione ordinaria si registra soprattutto nell’industria con un meno 34,58%. Il numero di ore di Cigs, la cassa integrazione straordinaria autorizzate, pari a 409.712, registra invece un aumento del 31,72% rispetto a aprile 2011 e del 53,45% se confrontato con maggio 2010. Per gli interventi in deroga (Cigd) – prosegue l’Inps – per i quali sono state autorizzate 1.084.121 ore, si riscontra una consistente diminuzione sia a livello congiunturale sia tendenziale, registrando rispettivamente un meno 66% (maggio 2011/aprile 2011) ed un meno 67,63% (maggio 2011/maggio 2010)».
Più disoccupazione «Nel periodo gennaio-maggio – prosegue l’Inps – la flessione nelle richieste di cassa integrazione dei primi cinque mesi dell’anno è del 16,72% per la Cigo mentre per la Cigs si registra un aumento del 14,30%. In lieve aumento le domande di disoccupazione, che salgono del 6% rispetto ad aprile e del 9,92% rispetto ad analogo periodo del 2010. Diminuiscono invece le richieste di mobilità: meno 46,88% a livello tendenziale e meno 42,86% a livello congiunturale.
Bravi (Cgil): non a letture «edulcoranti» A stretto giro di posta arriva la dura replica del segretario della Cgil Mario Bravi. «Il giudizio dato dall’Inps su dati, parziali, sull’andamento della cassa integrazione – dice – è del tutto fuorviante». Bravi mette in guardia da letture «edulcoranti» dell’andamento della crisi nella nostra regione. Spiega Bravi: «Se è vero che a maggio c’è una riduzione della cassa integrazione in deroga rispetto ad aprile, va ricordato prima di tutto che in quel mese si era registrato un picco fortissimo, il più alto in assoluto dall’inizio della crisi. Inoltre – prosegue il segretario Cgil – riteniamo che per dare una lettura corretta dei dati sia giusto prendere in considerazione non il singolo mese, ma l’intero periodo, quindi i primi 5 mesi dell’anno. Facendo questo si vedrà che in Umbria vi è un aumento complessivo del 36% delle ore di cassa integrazione rispetto al 2010, che sale al 67% se si prende in considerazione la deroga, con un numero altissimo di lavoratori coinvolti, circa 26mila, di cui 16mila in cassa integrazione a zero ore». «Dunque – insiste Bravi – non serve edulcorare la lettura della realtà, ma occorre invece affrontare realisticamente la durezza della situazione in essere, e quindi mettere in campo quelle politiche industriali ed economiche che il Governo nazionale, sottovalutando colpevolmente la crisi, non ha minimamente predisposto». Altro dato preoccupante da tenere in considerazione secondo Bravi è quello relativo alla «evidente estensione della crisi dal manifatturiero al settore del terziario e del commercio, e quindi ai consumi». Qui infatti, spiega il segretario Cgil, «i dati descrivono un incremento della cassa integrazione in deroga particolarmente rilevante».

