Il contesto Il Documento triennale delle politiche industriali 2011-2013 si apre su un quadro finanziario di riferimento che mostra particolare difficoltà. Le risorse per le politiche industriali in Umbria, per lo più derivanti dalla programmazione dei fondi strutturali nell’ambito del Programma operativo regionale FESR, hanno infatti subito il taglio dei trasferimenti statali (- 230 milioni per l’Umbria sul Fondo aree sottoutilizzate, a cui si aggiunge l’azzeramento del Fondo Unico per le attività produttive) e la mancata riprogrammazione di alcuni importanti Accordi di programma quadro. Le politiche industriali del triennio dovranno articolarsi in tre principali assi di intervento connessi fra loro: il miglioramento del contesto normativo ed istituzionale, le politiche di contrasto alla crisi, le politiche per l’innovazione e la competitività. Per migliorare il contesto normativo ed istituzionale è prevista l’approvazione di una nuova legge quadro sull’artigianato, di norme di snellimento dei rapporti tra PA e imprese e la revisione delle norme sulla creazione d’impresa, attualmente disciplinate dalla legge regionale 12/95. Sarà inoltre realizzato il nuovo software operativo degli Sportelli unici a disposizione dei Comuni, con una sollecita formazione e promozione. Saranno infine riorganizzate le Agenzie regionali per lo sviluppo.
Credito alle imprese Relativamente alle politiche regionali di contrasto alla crisi, sul versante finanziario è prevista l’attuazione operativa dell’iniziativa congiunta tra Regione ABI, ANCI e UPI per facilitare l’accesso al credito dalle imprese che contrattano con la P.A.; la verifica sull’opportunità di applicare anche in Umbria l’articolo 18 del D.lgs 112 relativo alla facoltà concessa alle Regioni di determinare interventi del Fondo Centrale di Garanzia esclusivamente nella forma della controgaranzia a favore dei Consorzi fidi operanti sul territorio umbro; l’entrata a regime dell’operatività di Gepafin quale intermediario vigilato da Banca d’Italia e in grado di rilasciare garanzie Basilea 2 “compliant”; accordi con il sistema delle Autonomie locali per l’ulteriore implementazione del Fondo anticrisi costituito presso Gepafin; diversificazione delle modalità operative dello stesso Fondo anticrisi tenendo conto dell’emergere di nuove istanze ed esigenze come quelle legate all’indotto delle grandi imprese in crisi; studio di un Fondo regionale di sostegno al “project financing” per riattivare il ciclo dell’edilizia.
Gepafin e i capitali di rischio Per l’accesso al credito nel documento si individua in Gepafin l’intermediario finanziario vigilato da Banca d’Italia quale baricentro di una rete con i Confidi regionali. Ciò dovrebbe consentire una riduzione del 20% dell’accantonamento prudenziale in termini di capitale di vigilanza “assorbito” per le banche finanziatrici. Un vantaggio da trasferire alle imprese sottoforma di un più agevole accesso al credito e di minori tassi praticati. In materia di capitalizzazione delle imprese, la Regione, in collaborazione con Gepafin, sta verificando la possibilità di costituire un Fondo Umbro d’Investimento in capitale di rischio, integrato con quello nazionale costituito da Cassa depositi e prestiti in collaborazione con alcuni istituti di credito.
Bic e le nuove imprese Il sostegno alla creazione d’impresa si avvarrà soprattutto dell’acquisizione di BIC Umbria spa. In considerazione di quanto previsto dal Programma di legislatura e dalla proposta di DAP per il 2011 sono inoltre previste quattro tipologie di interventi finanziabili: creazione di PMI (con incentivi decreto leg. 185/2000 e legge reg. 12/95), auto impiego e microimpresa ((sarà costituito un Fondo per il microcredito per progetti fino a 15mila euro), start-up tecnologici compresi spin-off accademici e imprese femminili.
Crisi industriali: il modello Merloni Sulle crisi industriali la Regione intende mettere in campo un’iniziativa regionale strutturata che fa leva sull’aggiornamento delle procedure di gestione concertata delle crisi reversibili d’impresa. La dimensione e la rilevanza delle situazioni delle grandi crisi industriali – secondo il Documento – vanno collocate in un contesto nazionale, in cui la Regione esercita un ruolo di proposta, di supporto e di tutela rispetto agli interessi del territorio e contribuisce in termini programmatici e, se richiesto, finanziari. Esempio da seguire è quello dell’Accordo di programma per la crisi della Antonio Merloni. Sulla base di questo modello di intervento la Regione ha chiesto al Governo nazionale l’attivazione di un Accordo di programma finalizzato allo sviluppo del Polo chimico di Terni, anche in continuità con le previsioni di intervento contenute nel Patto di Territorio di cui è necessario garantire in tempi brevi l’aggiornamento e la continuità programmatico operativa.
Innovazione e green economy Obiettivi specifici delle politiche regionali per la competitività di sistema sono: l’evoluzione verso i nuovi “break trough” tecnologici con riferimento particolare alla green economy; la costruzione di opportunità distintive per un sistema produttivo la cui connotazione manifatturiera può essere punto di forza per il nuovo sviluppo; il potenziamento degli strumenti per il consolidamento della struttura patrimoniale di imprese con capacità di crescita ed innovazione. La politica industriale sarà selettivamente indirizzata allo stimolo, alla ricerca e l’innovazione per le PMI, alla creazione e lo sviluppo di Poli di innovazione secondo il modello europeo, al rafforzamento delle reti di impresa, filiere e sistemi di impresa, al sostegno alla creazione d’impresa, di “start up” e “spin-off” tecnologici siano essi di matrice universitaria o industriale. Si punta inoltre al completamento o significativo avanzamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie ritenute strategiche dalla programmazione regionale. Risorse regionali e fondi strutturali saranno utilizzati per il completamento della dorsale in fibre ottiche e del complesso degli investimenti per superare il “digital divide”.
Il pacchetto verde Le politiche di sviluppo basate su innovazione, ricerca e sviluppo saranno declinate in coerenza con le tematiche della “green economy”, con obiettivi prioritari coerenti tra di loro. Un “pacchetto verde” di interventi sarà finalizzato a: promozione delle attività di ricerca e di innovazione “green”; sviluppo sostenibile del sistema delle imprese umbre; riorientamento del sistema produttivo umbro nei suoi diversi settori verso i nuovi mercati connessi allo sviluppo della green economy. La committenza pubblica è chiamata a sostenere i processi di riconversione produttiva verde del sistema produttivo mediante incentivi a programmi mirati di investimento supportati dall’acquisizione dei necessari servizi avanzati e l’utilizzo di strumenti di ingegneria finanziaria.La reindustrializzazione del Polo chimico ternano sarà perseguita con un ruolo e interventi coordinati della Regione e del Governo. Saranno inoltre orientate risorse e professionalità verso le piattaforme tecnologiche regionali per lo sviluppo: energie rinnovabili ed efficienza energetica, sistemi di competenze manifatturiere multisettoriali (meccatronica e meccanica avanzata), materiali speciali e micro e nano tecnologie e scienze della vita.
I Poli di innovazione Il sostegno ai programmi di ricerca e sviluppo delle imprese e ai Poli di innovazione caratterizzerà le politiche regionali, sulla via del bando già espletato al quale hanno concorso 170 imprese, con una previsione di 16 milioni di euro di investimenti. Azioni specifiche e risorse saranno dedicate alla partecipazione alle reti internazionali di ricerca, alla mobilità dei ricercatori (progetto Ue COFUND) e alla implementazione dei processi di brevettazione.
L’estero e il fondo rotativo Per l’internazionalizzazione delle imprese si punterà, in via prioritaria, sui mercati di Germania, Nord America, Brasile e Russia, e sui comparti della meccanica avanzata, agroalimentare, moda abbigliamento, arredo casa, settori della green economy. Lo strumento fondamentale di sostegno agli investimenti delle imprese artigiane e delle PMI può essere individuato nel Fondo Rotativo istituto presso la Cassa Depositi e Prestiti, per il quale lo stanziamento assegnato, in prima battuta, a favore della Regione Umbria è pari a 28 milioni di euro.
Servizi più razionali In materia di domanda di servizi, le imprese saranno sostenute per l’introduzione di sistemi di gestione certificati, il miglioramento in diverse aree aziendali di intervento, per la prima partecipazione a fiere e mostre, l’ideazione, progettazione e registrazione di marchi, l’accesso e la presenza “produttiva” in ambiente web, la concessione e il riconoscimento di brevetti e di altri diritti di proprietà industriale. Attraverso la linea di attività rivolta alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, finanziata soprattutto con il POR FESR, si intende sostenere l’innovazione nelle imprese e sistemi di imprese attraverso lo sviluppo di contenuti, applicazioni e servizi digitali, la progettazione e realizzazione di componentistica innovativa nel campo delle TIC, l’innovazione di processo e prodotto attraverso la componentistica TIC, l’introduzione delle nuove tecnologie in settori attualmente considerati tradizionali.

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