Nel prossimo anno Regioni, Province e Comuni con più di 5mila abitanti riceveranno dallo Stato centrale 6,3 miliardi di euro in meno rispetto al passato, per effetto della legge di stabilità approvata nelle settimane scorse dal Parlamento. Secondo la Cgia di Mestre le Regioni saranno le più colpite: nel complesso subiranno un taglio delle entrate di 4,5 miliardi di euro.
L’Umbria tra le più colpite Da un’analisi condotta dall’Ufficio studi dell’associazione degli artigiani, risulta poi che «i più colpiti saranno i cittadini delle piccole realtà regionali, mentre i cittadini delle Regioni a statuto speciale, ad esclusione dei valdostani, risulteranno essere i meno penalizzati. In termini procapite – spiega la Cgia -, i tagli più consistenti li subiranno gli Enti della Basilicata (191 euro), della Valle d’Aosta (190) e del Molise (177). Seguono l’Umbria (142 euro), l’Abruzzo (131). In fondo a questa speciale classifica troviamo al terzultimo posto la Sicilia (con 80 euro di tagli procapite), al penultimo la Sardegna (70 euro) e sull’ultimo gradino il Friuli con 63 euro)».
Bortolussi: pagano tutti indistintamente Ai Comuni con più di 5mila abitanti, i sacrifici richiesti si attesteranno su 1,5 miliardi di euro, mentre le Province dovranno rinunciare a 300 milioni. «Al di là dell’entità dei tagli – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – ciò che non convince in questa manovra è che le Autonomie locali saranno colpite tutte indistintamente. Equità vorrebbe, invece, che a pagare i maggiori sacrifici fossero quei Comuni, quelle Province e quelle Regioni che nel recente passato hanno gestito in maniera disinvolta i propri conti pubblici».

