La Cgil disegna la mappa della crisi in Umbria

di Daniele Bovi

Cassa integrazione, stipendi che non vengono pagati, mobilità, licenziamenti, contratti di solidarietà, chiusure. Scorrendo la mappa della crisi, disegnata dalla Cgil regionale e che riguarda moltissime aziende umbre, sono quelle sopra elencate le voci che si incontrano più spesso vicino alle realtà di tanti settori, dal metalmeccanico alla chimica, dal commercio ai trasporti passando per l’alimentare fino ai numeri da record dell’edilizia. «Dall’industria – ha spiegato mercoledì mattina a Perugia il segretario regionale della Cgil, Mario Bravi presentando la mappa e la piattaforma d’autunno del sindacato – la crisi si è ora allargata al commercio, al terziario e ai servizi, colpendo così i consumi».

LA MAPPA DELLA CRISI IN PDF

La mappa La mappa (quello presentato dalla Cgil è un quadro parziale che tiene conto soltanto delle situazioni più rilevanti) «ci spinge – ha detto ancora il segretario Bravi – ad accelerare per trovare soluzioni quanto prima». Secondo l’analisi del sindacato, la crisi «non è di superficie ma si cala in profondità», coinvolgendo tutti i settori e colpendo tutta l’Umbria, incidendo in maniera significativa nelle aziende del perugino e soprattutto del ternano. Una concentrazione rilevante di crisi industriali si può trovare anche nell’alta Umbria. Nella particolare cartina disegnata dalla Cgil compaiono i nomi più ricorrenti nelle cronache come quello della Merloni (6-700 cassintegrati a zero ore e 350 che verranno riassiunti da Porcarelli), della Trafomec, della Ims, della Wonderful (200 lavoratori a piedi), della Spigadoro (chiusa) fino alle realtà più piccole e meno note. Si parla della San Gemini Fruit, con 24 cassintegrati, della Cartiera di Narni (60 dipendenti in cigs) fino alla Galeati di Trevi e ai lavoratori delle cooperative sociali. E poi ancora, solo per citarne alcune, la Rigel di Gubbio (40 cassintegrati), la Unicoop Tirreno con 31 persone in mobilità tra Terni e Narni e la Usi ex Multimediale (Terni) con cig in deroga per 42 operai.

Edilizia record Il totale di tutte le aziende fa contare quasi 30 mila cassintegrati (dei quali circa 14.700 a zero ore su una forza lavoro che in Umbria è pari a poco più di 350 mila unità), con un aumento tra gennaio e luglio 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, del 37,2%. Un dato di gran lunga superiore a quello italiano (+8,72%). Di particolare gravità la crisi che sta colpendo l’edilizia: stando ai numeri della Cgil dal 2008 in provincia di Perugia si è perso il 50% degli adetti (circa 10 mila lavoratori in meno) mentre in quella di Terni dai 4.600 del 2009 si è passati agli attuali 2.100. Oltre 200 le imprese della provincia che hanno abbassato le saracinesche.