Ancora una volta le lavoratrici della Cear, l’azienda in appalto delle poste per il servizio di pulizia si vedono privati del loro diritto più elementare: il pagamento dello stipendio.
Due giorni di sciopero Dopo settimane di bugie, promesse, incontri e tavoli in prefettura, i dipendenti hanno proclamato, per lunedì e martedì, due giornate sciopero, con presidi alla sede delle Poste di via Angeloni. Le lavoratrici ad oggi non hanno percepito lo stipendio di gennaio, di febbraio, una parte di tredicesima e la quattordicesima. Nel mirino della protesta anche le ore mancanti in busta paga, malattie non pagate, rimborsi mai erogati.
Senza stipendio da mesi «Le lavoratrici – afferma Enrico Bruschi, segretario provinciale Filcams (Cgil) – sono esasperate, non hanno i soldi per mettere benzina, per pagare il biglietto dell’autobus per spostarsi da un ufficio postale all’altro, ma del resto, appalti del genere, in cui si guarda solo al ribasso, sono insostenibili». E poi: «Nelle comunicazione che l’azienda ci ha inviato – prosegue Bruschi – si sostiene che Poste paga in ritardo, ma Poste afferma il contrario e a scontare le conseguenze sono le lavoratrici, che già devono fare i conti con stipendi leggerissimi. Le più fortunate, infatti, riescono a mettere insieme ventiquattro ore alla settimana e 700 euro al mese, ma c’è anche chi si accontenta di molto meno».
Riduzione orario Non migliore è la situazione dell’appalto delle pulizie delle sedi Enel della provincia di Perugia, dove la ditta che gestisce il servizio contatta telefonicamente le lavoratrici per informarle che dal primo aprile verranno tagliati i sevizi e di conseguenza le ore di lavoro. La Ecolux, questa l’azienda appaltatrice, si giustifica, sempre telefonicamente, dicendo che il servizio è stato tagliato dall’Enel stessa e che quindi si trova costretta a ridurre i contratti.
La giungla degli appalti Invitata dalla Filcams a sedersi al tavolo per discutere i metodi e magari provare a cercare una soluzione, l’azienda non solo non si è mai presentata, ma non ha neanche fornito risposta alcuna. Le lavoratrici, dunque, sono state invitate dal sindacato a non firmare contratti con la riduzione oraria in attesa che la Ecolux sia disponibile ad un incontro. «Anche questo appalto – afferma Stefania Cardinali, segretaria generale Filcams – è ormai tristemente famoso sia a livello locale che a livello nazionale, e ci si domanda fin dove arrivino le responsabilità delle aziende che forniscono i sevizi e dove invece inizino quelle delle ditte appaltanti. Certo è – aggiunge Cardinali – che il mondo degli appalti delle pulizie sta diventando sempre più una giungla e che, come al solito, sono i lavoratori a pagare il prezzo più alto. Ci rifiutiamo a priori – conclude la segretaria Filcams – di pensare che non si possa fare di meglio in questa regione per questo settore martoriato».
