Mentre tiene banco la vertenza Tct con ripercussioni dirette sul Tubificio, in Ast da giorni si susseguono i rumors di un possibile slittamento della ripresa produttiva. A darne notizia, attraverso una nota agli iscritti Fiom il coordinatore Rsu dei metalmeccanici Cgil di fabbrica, Massimiliano Catini che, in assenza di una convocazione sul tema da parte della direzione aziendale, rileva ad esempio come l’incontro sul Premio di risultato sia stato rinviato a data da destinarsi anche in virtù del vertice ministeriale del prossimo 18 gennaio. Ma al di là delle comunicazioni ufficiali, è sulla disponibilità di materie prime e altri fattori, che i lavoratori di lungo corso hanno la possibilità di misurare l’andamento delle cose all’interno della fabbrica. I segnali, secondo quanto riporta la Fiom nell’informativa, sono tutt’altro che incoraggianti; non a caso, anche alla luce di notizie che danno Arvedi sempre più vicino all’acquisizione dell’acciaieria di Piombino, la Fiom Cgil ha attivato il coordinamento nazionale del gruppo.
Attivato coordinamento nazionale Fiom Cgil gruppo Arvedi «Dopo un sopralluogo effettuato in mattinata – scrive Catini – abbiamo constatato che la scorta di rottami è buona a coprire al massimo cinque giorni di produzione e le ferroleghe sono centellinate. Non sappiamo se la ripartenza, ad ora confermata per il 16 salvo nuove comunicazioni, sia dovuta a sgravi fiscali che l’azienda può avere a livello di energia oppure sia legata all’approvvigionamento di rottame americano che a fine settimana dovrebbe arrivare a Terni per garantire 56mila tonnellate di acciaio fuso. Abbiamo inoltre constatato – rivela – l’arrivo di 500 coils provenienti da Posco (centro di finitura Turco Arvedi) ma non abbiamo ricevuto spiegazioni relativamente alle politiche commerciali di appartenenza di questi prodotti. Per quanto riguarda il Tubificio – prosegue l’informativa -, le difficoltà di produzione sono evidenti in quanto la diatriba con Tct può gravare sulla produzione e si tengono ostaggio i lavoratori». Le notizie prendono il largo e si estendono al Centro di finitura: «Ad oggi ci risultano 18 mila tonnellate di commesse e probabilmente a pieno regime si ripartirà il 18 gennaio». Quello che si alza da Acciai speciali Terni all’interno del gruppo Arvedi, per bocca della Fiom Cgil, finisce così per essere un vero e proprio grido di allarme: «Stiamo attraversando – è la denuncia – una grave crisi di incertezza è una totale solitudine a livello istituzionale. Per questo motivo come Rsu Fiom stiamo attivando il coordinamento nazionale Arvedi che coinvolge anche le altre fabbriche del gruppo per un confronto che si terrà a Roma. Ci risulta – fa sapere – che sia vicina la firma del Cavaliere per l’acquisizione del sito siderurgico di Piombino».
