Non regna l’ottimismo tra gli imprenditori alberghieri dell’Umbria, che in vista delle prossime feste di Natale e Capodanno prevedono una situazione stazionaria per arrivi, presenze e prezzi: lo attesta un’indagine condotta da Federalberghi su un campione di imprese associate e presentata nel corso dell’odierno Forum di Todi sul settore turistico.
Situazione stazionaria Più in dettaglio, la situazione degli arrivi sarà più o meno la stessa dell’anno scorso (non brillante) per il 78 per cento degli imprenditori, il 67 per cento la pensa allo stesso modo per presenze mentre l’87 per cento ritiene che i prezzi non subiranno grosse variazioni. Consistente anche la quota di coloro che vedono in diminuzione tutti e tre gli indicatori (rispettivamente dell’11%, del 20% e del 13%). C’è un po’ più di ottimismo per quanto riguarda il prossimo anno. A fronte di un 61% del campione che prevede una situazione stazionaria e un 11% che prevede un peggioramento rispetto al 2010, un 28% del campione vede la possibilità di un miglioramento per il settore nel corso del 2011.
Bianconi: serve piano di rilancio «Ci sono almeno due leve da attivare al più presto per il rilancio del turismo: una lotta vera contro l’abusivismo e l’adozione, soprattutto, di un piano strategico di sviluppo che guardi al futuro, che ci dica dove andare e che sia alimentato in modo credibile da risorse adeguate, con la definizione precisa di obiettivi, competenze, timing, misurazione dei risultati». A dirlo, aprendo il Forum, è stato Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi della provincia di Perugia.
In un anno nessun passo in avanti «A un anno di distanza dal primo Forum – ha ricordato Bianconi – nel quale avevamo denunciato la crisi del turismo in Umbria e sollecitato una svolta operativa e azioni concrete su comunicazione, promozione e commercializzazione che portasse ad un forte incremento delle presenze e dell’occupazione, non sono stati fatti passi in avanti significativi. I dati Istat parlano di una inversione di tendenza che ha portato nei primi nove mesi dell’anno a un incremento, poco significativo, del 4% negli arrivi e dell’1% nelle presenze. Si tratta di un segnale appena incoraggiante, se si pensa che il confronto è con un anno terribile dal punto di vista turistico come il 2009. Al di là dei numeri, le criticità legate al settore rimangono tutte».
Bassa redditività delle strutture «Il migliore indicatore per capire il fenomeno – secondo Bianconi – è la redditività delle strutture, che continua ad essere molto bassa, tanto da rischiare di diventare antieconomica. Dal punto di vista delle imprese, la situazione è sempre pesante, anzi si è aggravata. Ne è prova il fatto che in questo momento ci sono in Umbria tanti alberghi in vendita e un numero preoccupante di cambi di gestione di strutture operative».
Ci sono anche note positive Tra le «note positive», Bianconi ha elencato «una più efficace integrazione con Camera di commercio e Apt e, soprattutto, la scelta di affidare ad un assessorato ad hoc una serie di competenze (commercio, turismo, cultura) che hanno strettissime relazioni l’una con l’altra». Sul fronte delle risorse, «alcuni strumenti finanziari sono stati messi in campo dalla Regione, ma non hanno ancora prodotto i risultati sperati».
