Un negozio Ikea

di Antioco Fois e Ivano Porfiri

Dall’impero perugino a quello di Stoccolma. L’area ex Sicel di Corciano, che un tempo ospitava il quartier generale di Spartaco Ghini, si candida ad ospitare lo store Ikea previsto in Umbria se, com’è notizia ancora dai toni ufficiosi degli ultimi giorni, la multinazionale dovesse abbandonare il progetto di insediarsi a Perugia, preferendo il comune confinante al capoluogo.

Boccali: «Ho lavorato per Ikea a Perugia» A parlare della vicenda il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, nel corso della trasmissione Nero su Bianco. «Ho lavorato per portare Ikea a Perugia in questi anni, perché la multinazionale si è detta interessata al mercato umbro e perché è un’opportunità di lavoro e sviluppo. Non è vero che gli ostacoli all’insediamento a san Martino in Campo sono stati burocratici, ma è stato per un esposto alla procura su cui si è indagato a lungo. Adesso sento di Corciano, ma della vicenda non so nulla. Certo, se succedesse non mi strapperei i capelli se Ikea si insediasse a 200 metri dal confine di Perugia: porterebbe comunque lavoro e opportunità economiche».

Sopralluogo Sondando nell’ambiente degli affaristi umbri, il lotto da 10 ettari nei pressi dell’ex Quasar sarebbe anche già stato visitato da tecnici in contatto con Ikea, per stabilire la possibilità di trasferire l’ipotesi progettuale da San Martino in Campo ad Ellera. Sul piano tecnico le due location differiscono di molto. Il lotto di San Martino, un puzzle di circa 32 ettari messi insieme pezzo per pezzo dall’imprenditore marscianese Claudio Umbrico, patron della Sea. Il progetto, già depositato in Comune a Perugia, prevede l’edificazione di cinque comparti, in più fasi progettuali, da attivare in base all’andamento dello store, primo degli edifici ad essere costruito. Un affare complessivo, tra vendita dei terreni e costruzione di tutti i comparti stimabile in 100 milioni di euro. La superficie ex Sicel, circa un terzo di quella di San Martino, potrebbe ospitare una struttura più piccola e come limite avrebbe il carico di traffico stradale che caricherebbe sulla viabilità circostante, già soggetta a una certa pressione. L’area, come scritto nei giorni scorsi, sarebbe oggetto dall’interessamento di Conad, che a distanza di un isolato sta edificando un nuovo centro commerciale sul terreno dell’ex discoteca Quasar. Il business sarebbe l’acquisizione dell’area, la redazione di un progetto e la vendita a Ikea del pacchetto completo di studi progettuali e superficie edificabile.

Il lotto L’area ex Sicel, ora in mano a un curatore fallimentare dopo la chiusura della Cfm, azienda che da ultima occupava l’area, è un pezzo di storia moderna di Perugia. Una location legata alla figura di Spartaco Ghigni, magnate perugino presidente del Perugia calcio negli anni ’70. Costruttore dello stadio Curi, la cui curva nord porta il suo nome, aveva costruito un impero nella produzione di prefabbricati edilizi da oltre mille dipendenti, con commesse ad Aruba e nelle Isole Cook.

Perugia in stand by L’ipotesi Corciano, che tiene in fermento affaristi e operatori economici, si propone come alternativa a Perugia. Stando alle indiscrezioni, questa volta quelle di Palazzo dei Priori, i rapporti col colosso svedese sarebbero in pausa da alcune settimane e lo saranno fino ad elezioni amministrative avvenute. Un silenzio che creerebbe una certa preoccupazione sulle intenzioni della multinazionale, che intende riaprire la discussione col nuovo sindaco, che verrà decretato dalla prova delle urne del 25 maggio.

Betti aspetta La possibilità di Ikea a Corciano trova il favore dell’amministrazione comunale locale. «Noi siamo qua», commenta il sindaco Cristian Betti, che però precisa di non essere stato contattato in via ufficiale dalla multinazionale. Nessun commento quindi finché sul piatto non ci sarà qualcosa di più concreto. Una proposta ufficiale, che metterà sul piatto, quello della partita edilizia, qualcosa come 7,5 milioni di euro di oneri di urbanizzazione come fiche iniziale. Niente di fatto, invece, per l’area ex Ellesse. Indicata tra le aree papabili per Ikea non è invece soggetta a trattative. «Quell’area è in disuso da anni, siamo disponibili, ma non abbiamo avuto contatti», è il commento di Leonardo Servadio jr, erede della dinastia che ha dato vita allo storico marchio di abbigliamento e attrezzature sportive.

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