di D.B.
Slitta alle 12 del 9 giugno prossimo il termine per presentare le domande di accesso alle agevolazioni previste dal «Progetto Bandiera» della Regione, dedicato alla produzione di idrogeno a basse emissioni in aree dismesse. La scadenza originaria era fissata al 15 aprile. La proroga è stata decisa nelle scorse ore da Palazzo Donini dopo il confronto con il territorio e a seguito delle richieste arrivate da diversi soggetti interessati. Alla base della scelta, la complessità tecnica dell’avviso e le difficoltà riscontrate nella preparazione dei progetti, anche per la limitata disponibilità di fornitori specializzati nel settore; tutti elementi sulla base dei quali nessuna domanda è stata presentata.
Impianto invariato Nel complesso l’impianto dell’avviso rimane invariato: a cambiare è solo la data. Il bando, pubblicato lo scorso dicembre sul Bollettino ufficiale della Regione, si inserisce nelle politiche per la transizione energetica e punta a sostenere la produzione di idrogeno verde e bio-idrogeno in siti industriali dismessi. L’iniziativa nasce con l’intento di coniugare innovazione e recupero del territorio, offrendo nuove opportunità di sviluppo a spazi produttivi oggi inutilizzati. La dotazione finanziaria complessiva è di 50 milioni di euro, suddivisi tra cinque regioni italiane, con una quota di 10 milioni destinata all’Umbria. I progetti selezionati dovranno prevedere la realizzazione di impianti per la produzione di idrogeno con una potenza compresa tra 1 e 10 megawatt. L’obiettivo è arrivare alla realizzazione di almeno dodici impianti su scala nazionale.
Le tipologie Due le tipologie di intervento ammesse: la produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili e quella di bio-idrogeno ottenuto da biomassa. Le risorse sono inizialmente suddivise in parti uguali tra le due linee, con la possibilità di rimodulazione in base alle domande presentate. Possono partecipare imprese, enti di ricerca e pubbliche amministrazioni, anche in forma associata. I contributi sono a fondo perduto e coprono fino al 95 per cento dei costi per i progetti di idrogeno verde e fino al 65 per cento per quelli di bio-idrogeno.
De Rebotti «Abbiamo ritenuto doveroso concedere più tempo per garantire una partecipazione più ampia e qualificata. Parliamo di un intervento strategico e innovativo, che richiede progettazioni solide e ben strutturate», ha spiegato l’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti. L’obiettivo, ha aggiunto, è «favorire investimenti di qualità, capaci di generare sviluppo sostenibile e valorizzare aree oggi inutilizzate».
