Centrale di Galleto

Via libera della giunta regionale alla rideterminazione in 31,02 euro dell’importo del canone unitario per le concessioni di grande derivazione di acque pubbliche a uso idroelettrico. Una quota importante degli incassi sarà destinata agli enti locali interessati, cioè Terni e alcune aree della Valnerina, con cui palazzo Donini conta di siglare un protocollo d’intesa per stabilire le modalità d’impegno delle risorse.

Rideterminazione canone per idroelettrico Questo l’atto approvato su proposta del vicepresidente con delega allo sviluppo economico, Fabio Paparelli che con un intervento dettaglia le modifiche introdotte e replica ad accuse piovute dalle opposizioni. «Si tratta dell’atto conclusivo di un iter avviato il gennaio scorso che aveva portato, su mia indicazione, all’inserimento nel documento annuale di programmazione (Dap 2015) di un passaggio riguardante l’opportunità di adeguamento dei canoni riferiti alle concessioni in materie ambientali e alla proposta di estensione di parte dei benefici ai territori su cui insistono le relative concessioni. A seguito della delibera del 20 luglio scorso – ricorda Paparelli – in cui la giunta regionale ha avviato le procedure di revisione e provveduto, tramite i propri uffici, alla relativa comunicazione ai diretti interessati, è stato possibile chiudere il processo di rideterminazione del canone portato ai massimi livelli praticati dalle Regioni».

Quota ai Comuni interessati L’assessore spiega poi come l’atto destini una parte importante degli importi riscossi ai territori in cui insistono le attività degli impianti con le risorse che hanno impegnate in progetti di sviluppo e miglioramento turistico e ambientale, secondo le modalità che saranno stabilite dalla giunta regionale sulla base di un protocollo d’intesa con gli enti locali interessati, nello specifico Terni e i comuni della Valnerina. «Gli stessi territori – ricorda Paparelli – in virtù di una serie di convenzioni stipulate a partire dal 1980 e aggiornate sul finire degli anni Novanta, sotto l’egida dell’allora presidenza del consiglio dei ministri, tra la Provincia di Terni, Comune di terni ed Enel, poi Endesa e quindi Eon, hanno comunque usufruito fin dal 1980 di una serie di provvedimenti e risorse, quantificabili tra il 2000 ed il 2010 in oltre mezzo milione l’anno, che sono state destinate alla riqualificazione e miglioramento ambientale e turistico dei luoghi interessati».

Contrattacco politico dopo accuse Dopodiché Paparelli replica al consigliere regionale Andrea Liberati (M5s) che ad agosto aveva accusato la Regione di aver regalato un miliardo alle multinazionali: «Le Regioni Lombardia e Abruzzo prese a modello da chi punta il dito – afferma l’assessore – hanno applicato l’attuale canone per le grandi derivazioni dal 2012, vale a dire solo tre anni fa. Prima di quella data anche il canone di quelle Regioni era del tutto confrontabile con quello dell’Umbria proprio perché determinato sulla base della normativa statale (ex legge 36 del 1994 e successivamente ribaditi dal dal decreto legislativo 152 del 2006). Per quanto riguarda il canone su produzione idroelettrica, aggiuntivo a quello relativo alla portata nominale, che sarebbe applicato dalla Regione Lombardia, non se ne ha traccia nell’atto della giunta lombarda, ciò non significa che, in futuro, non si possa fare un ulteriore approfondimento in materia valutando anche questa opportunità. I sovracanoni stabiliti in Abruzzo per impianti di taglia superiore a 300 megawatt invece non sono applicabili alla centrale umbra di Galleto, giacché la portata nominale media è invece di 89.518,80 kw».

Paparelli molto soddisfatto E poi: «L’atto adottato in giunta – conclude Paparelli – segna una grande novità nel rapporto della Regione con i territori e le comunità locali, che senza correre dietro a demagogie e populismi mette in campo concretamente la politica del fare che porterà benefici tangibili alle comunità del ternano che avranno risorse aggiuntive per realizzare, in modo sinergico con la Regione, nuovi e importanti progetti per la sostenibilità ed il decoro delle città. Non occorrono, nè sono praticabili leggi che darebbero luogo ad un appesantimento burocratico finendo per fare della Regione un mero “passacarte” di risorse ai comuni. Abbiamo invece bisogno di atti snelli e di risposte immediate e non della politica del benaltrismo che spesso produce il nulla».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.