Ci sono anche i borghi dell’Umbria tra le mete più gettonate del prossimo Ponte del 25 Aprile. E’ quanto emerge da una indagine di Cna turismo che parla di 5milioni di persone in movimento per l’Italia in questa occasione, di cui 500 mila stranieri. E se si tratta prevalentemente di escursionisti, almeno un milione e mezzo di persone si fermeranno a pernottare per una o più notti. Di questi, un terzo, sono stranieri: tutti insieme potrebbero fare contare circa 2milioni di pernottamenti in Italia. Secondo l’indagine saranno avvantaggiate per la breve vacanza della festa della Liberazione, Venezia, dove sabato 23 verrà inaugurata la Biennale, apre la top ten delle località più gettonate, seguono: Roma, Firenze, Milano, Napoli, Genova, Ferrara, Ravenna, i borghi dell’Umbria, città e paesi di Sicilia. Si tratta – è quanto emerge dallo studio – di una piccola rivincita delle città d’arte e dei borghi antichi e rurali che puntano sulle bellezze naturali, sulla bontà a tavola e sui paesaggi e percorsi culturali, artistici e naturalistici. Ma anche di un piccolo importante segnale di ripresa dopo la lunga crisi del settore turistico ricettivo.

Indagine Federalberghi «L’andamento incoraggiante del movimento turistico che si è registrato in Umbria in occasione della Pasqua – con un dato medio sull’occupazione tra il 65-70% e picchi ancora superiori – dovrebbe essere confermato anche in occasione del ponte del 25 aprile». È quanto emerge da una indagine effettuata da Federalberghi Umbria Confcommercio tra le strutture associate: «L’82% prevede infatti prenotazioni ottime o buone anche per il prossimo fine settimana. Con un elemento che, peraltro, può incidere sensibilmente sul dato finale, ovvero la situazione metereologica. Data infatti la tipologia di clientela – costituita come a Pasqua quasi esclusivamente da italiani, che prenotano all’ultimo minuto dell’ultimo minuto e in modo diretto (il ricorso ai portali di prenotazione Olta non arriva al 15%) – l’andamento climatico risulta decisivo nel determinare partenze o disdette immediate». Nel buon andamento previsto per la festa della Liberazione incide «senz’altro positivamente lo svolgimento, il giorno prima, della Marcia della Pace Perugia-Assisi, per la quale si annunciano molte adesioni e i cui partecipanti di fuori regione potrebbero approfittare per un giro più ampio dell’Umbria». Se si allunga lo sguardo al 1° maggio, le incertezze sono maggiori.

Primo maggio «Ad oggi, il 57% del campione di strutture ricettive parla di prenotazioni ancora scarse, determinate principalmente da 2 fattori: la circostanza che il 1° maggio cade di domenica, e quindi non si tratta di un vero ponte, e anche in questo caso l’abitudine, sempre più radicata, di prenotare in extremis. Cosa che peraltro potrebbe rovesciare le previsioni in senso positivo ad immediato ridosso della Festa dei lavoratori». Al di là dei numeri, quello che Federalberghi Umbria Confcommercio sottolinea sono alcuni elementi sostanziali. «La tipologia di offerta della nostra regione – commenta il direttore Rolando Fioriti – fatta di storia, cultura, città d’arte, ambiente, enogastronomia, conferma di avere una forte attrattività. Siamo fiduciosi quindi circa l’esito positivo e i ritorni della campagna di comunicazione su cui la Regione Umbria ha investito risorse importanti anche quest’anno, e sul ritorno a pieno regime degli eventi trainanti del flusso turistico, dal Festival dei Due Mondi ad Umbria Jazz. Nel contempo abbiamo però la necessità di invertire il trend, ancora da migliorare, circa la presenza di turisti stranieri, che rappresentano un valore aggiunto molto importante per tutta la filiera, e che auspichiamo possano tornare quanto prima, in questo 2022, al livello del 30/35% del totale del periodo pre Covid. Altra priorità è il rilancio del turismo organizzato, in questo avvio di stagione pressoché inesistente, che invece per la nostra regione, date le sue caratteristiche, costituisce una risorsa fondamentale: ecco, su questi due versanti siamo ancora lontani dalla normalità».

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