Lo stabilimento Novelli

di Chia.Fa.

Slitta il pagamento delle quattordicesime dei lavoratori del Gruppo Novelli assunti con contratto agricolo, molti dei quali lavorano nello stabilimento Ovito di Spoleto. A comunicarlo nei giorni scorsi una nota aziendale che ha fissato a luglio, ossia il mese in cui viene corrisposta la quattordicesima mensilità ai dipendenti con contratto di industria.

Slitta pagamento 14esime Inutile dire che la novità ha alzato ulteriormente la tensione tra i lavoratori del gruppo alimentare con siti produttivi a Spoleto, Amelia e Terni dove complessivamente sono occupati circa 300 lavoratori. Già, perché ormai da un paio di mesi l’azienda versa gli stipendi a tranche, ossia circa 800 euro a metà mese e il saldo a fine mese, come capitato col salario di febbraio e marzo. Tant’è che già da alcune settimane, risulta proclamato lo stato di agitazione anche se non è escluso, alla luce del mancato pagamento delle quattordicesime, che nuove iniziative sindacali possano essere assunte nelle prossime ore.

Summit al Mise Intanto, però, c’è grande attesa per il summit convocato lunedì nella sede del ministero dello Sviluppo economico (Mise) dove si accomoderà il Consiglio di amministrazione tecnico, guidato dal prof Alessandro Musaio, ma anche sindacalisti, rappresentanti istituzionali della Regione e dei Comuni coinvolti. Qui si dovrebbero scoprire le carte sulla vendita del Gruppo Novelli e in particolare sulle manifestazioni di interesse raccolte dalla società di advisor Vitale&Co, che da dicembre segue la delicata operazione.

La vendita L’ambizione delle parti sociali è quella di individuare un investitore in grado di acquistare l’interno gruppo senza spacchettare le produzioni di uova da quella del pane. Sul punto in più ambienti rimbalza la notizia di una cordata di imprenditori locali che sarebbero interessati a rilevare l’azienda alimentare con sedi anche nel Lazio e in Lombardia. Ma per maggiori dettagli occorrerà attendere il summit di lunedì.

Senatore Lucidi Nel pomeriggio di giovedì sul tavolo convocato per lunedì al Mise è intervenuto il senatore del M5s, Stefano Lucidi: «Ci auguriamo che le vicende giudiziarie e politiche del Governo del conflitto d’interesse non abbia ripercussioni sul futuro di una delle aziende umbre più importanti. Infatti il 18 aprile si terrà al Mise un incontro dimezzato perché la direzione di via Veneto è senza ministro, a causa delle note vicende. Questo significa nessuna possibilità di decidere la linea politica da seguire e nessuna possibilità di poter dettare condizioni anche sotto il profilo economico. Sappiamo che sono in corso delle trattative non pubbliche, quindi Mise, sindacati, lavoratori e famiglie non sanno cosa stia avvenendo. Questo tavolo interlocutorio potrebbe essere il momento giusto per mettere in campo le soluzioni percorribili e cercare di sintetizzare insieme un quadro meno preoccupante per il futuro. M5S Umbria chiede pubblicamente: la presenza al tavolo della Regione, delle amministrazioni direttamente coinvolte, quindi Spoleto, Terni ed Amelia; di poter conoscere i piani manageriali ed industriali e le coperture economiche per il prossimo breve e medio periodo».

I sindacati «Vogliamo chiarezza e soprattutto non possiamo essere aggiornati a cose fatte». Sul caso tornano le segreterie sindacali di Fai Flai e Uila e le Rsu e la Rsa dei siti umbri. «I sacrifici che i lavoratori hanno fatto in questi anni, hanno permesso di evitare il peggio ed ora in vista di un possibile prospettiva positiva della vertenza non si lasceranno passare sopra la testa scelte che non siano state oggetto di confronto e di accordo tra le parti. Nell’incontro del 18 al Mise pretendiamo risposte concrete. Il nuovo imprenditore deve essere affidabile e tenere insieme i business pane, uova, pastorizzato e rilanciare il mangimificio. Ma non solo, devono essere salvaguardati i livelli occupazionali».

Presidi al Mise «Inoltre – proseguono le sigle – più volte abbiamo denunciato la mancanza di un confronto serio a livello di  siti  produttivi e di territori. Per questo nonostante le tante promesse e rassicurazioni la credibilità della controparte e’ ormai compromessa, a fronte anche dell’ennesimo spezzatino degli stipendi e dei ratei aggiuntivi. Chiediamo alle istituzioni di essere vigili sul percorso affinché si arrivi ad una soluzione che dia prospettive al territorio ed ai lavoratori e alle loro famiglie. In fine per tenere alta l’attenzione, essendo aperto lo stato di agitazione, una delegazione di lavoratori effettuerà un presidio davanti al Mise  il 18 aprile dalle 17 alle 20 a Roma».

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