di C.F.

Slitta a gennaio il pagamento delle tredicesime e scatta il presidio in Prefettura. Ci sono ancora i tentennamenti delle banche dietro il Natale poco sereno che per il terzo anno consecutivo trascorreranno i 300 lavoratori umbri del Gruppo Novelli guidato dal Consiglio di amministrazione tecnico che, ormai dall’aprile scorso, attende il via libera degli istituti di credito per un’apertura di credito indispensabile ad assicurare livelli di liquidità adeguati, ma anche investimenti che dovrebbero interessare lo stabilimento di Spoleto di Ovito, la società del gruppo che commercializza uova.

Novelli ancora in attesa delle banche La comunicazione è arrivata direttamente dal board dell’industria alimentare che contestualmente, fanno sapere le organizzazioni sindacali, ha anche reso di noto aver indicato il 24 dicembre come data ultima entro la quale dovrebbe concludersi l’iter procedurale con le banche chiamate a liberare circa 6 milioni di euro. «L’attesa delle delibere per la finanza ponte ha determinato in questi mesi – scrivono Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil – oltre a un procrastinarsi inopportuno e controproducente degli investimenti di cui il Gruppo ha bisogno, un appesantimento insopportabile delle condizioni dei lavoratori che non possono continuare a pagare i ritardi e le inefficienze, tanto del ceto bancario quanto della direzione aziendale».

Slitta pagamento della tredicesima Gli annunciati ritardi sul pagamento della tredicesima, dunque, sono la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione della maestranze e dei sindacati. Tant’è che il per il 21 dicembre dalle 10 alle 12 è stato convocato un presidio  di fronte alla Prefettura di Terni «col chiaro obiettivo di sollecitare il sistema bancario che con i continui rinvii di questi mesi, mette a rischio il futuro dell’intero gruppo e quindi di tutti i lavoratori che da ormai alcuni anni hanno dato e stanno dando il proprio contributo, anche in termini di sacrifici economici per salvare l’azienda».

Sollecitate anche le istituzioni Le sigle, infine, non mancano di chiedere alle istituzioni locali, come i Comuni di Terni, Spoleto e Amelia, dove insistono gli stabilimenti del sito, ma soprattutto alla Regione, di giocare un ruolo più attivo nella risoluzione della vicenda, attivandosi con gli istituti di credito coinvolti affinché dopo lunga attesa si arrivi alla chiusura del percorso. Gli occhi restano comunque puntati sulla scadenza del 24 dicembre quando, se non arriveranno tutte le delibere delle banche coinvolte, lavoratori e sindacati valuteranno ulteriori iniziative di protesta.

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