La centrale di Pietrafitta prima dei lavori

di Ivano Porfiri

Sarà una piccola Silicon valley umbra delle rinnovabili. Un luogo, se il progetto andrà in porto, dove la ricerca sulle energie «alternative» si farà industria. Il 2012 per Pietrafitta sembra l’anno buono, secondo quanto riportato nel rapporto Umbria del Sole 24 Ore.

Il progetto mira a portare nell’ex centrale a lignite dell’Enel a due passi dal Trasimeno la base operativa e la sede del “Polo energia”, uno dei quattro Poli di innovazione concepiti dalla regione per un salto di qualità del sistema produttivo e su cui Confindustria Umbria scommette e lavora da anni. Nel dicembre 2011 il Polo, cui hanno aderito 57 imprese, ha presentato il Piano operativo di dettaglio, in cui sono indicate le attività e il budget per il 2012, quantificato in circa due milioni di euro. La valutazione del progetto si è chiusa in regione lo scorso 28 febbraio.

I tre pilastri intorno a cui ruoterà quest’anno l’attività del Polo sono: progetti innovativi sulle rinnovabili (finora ne sono stati individuati 16, che coinvolgeranno circa 40 imprese); diffusione della conoscenza e promozione dei rapporti con altri centri di eccellenza; realizzazione del centro di eccellenza di Pietrafitta che diventerà, appunto, sede del Polo. Protagonista di quest’ultima operazione è la società a capitale interamente pubblico Valnestore sviluppo (partecipata di Provincia di Perugia, comuni di Piegaro e Panicale, comunità montana Monti del Trasimeno)che nel 2008 ha sottoscritto un protocollo d’intesa insieme a Confindustria Perugia, università degli Studi di Perugia e Angelantoni Industrie Spa per la realizzazione del “Progetto Pietrafitta”.

«L’idea di Pietrafitta è vecchia di qualche anno ma con il 2011 sono iniziate le attività operative – spiega il presidente della Valnestore, Enzo Patalocco -. Il 30 novembre è stato inaugurato un parco fotovoltaico da 3,99 GWh, il più grande della regione, nato anche per sostenere il centro, ma l’anno decisivo sarà il 2012». La vera scommessa assunta, per Patalocco, è «rendere autonomo il centro: partire da veri progetti imprenditoriali, creare un incubatore di imprese sostenibili e non l’ennesimo carrozzone». Finora sono stati spesi oltre 7 milioni per rilevare la vecchia centrale Enel, bonificarla e riconvertirla. Il prossimo step sarà sistemare la palazzina dove si insedierà il Polo di innovazione.

«Stiamo definendone la ristrutturazione – afferma il presidente del Polo, Mauro Zenobi – sarà pronta subito dopo l’estate e vi si insedieranno anche una serie di spin off universitari. L’idea è creare un ambiente unico dove far incontrare le aziende e i cervelli che lavorano su progetti di ricerca, non solo nel campo ingegneristico. Abbiamo, ad esempio, avviato un contratto di servizio con uno spin off di giurisprudenza che lavora per individuare incentivi nel settore». Al centro del Polo ci sarà un ufficio ad hoc dove le aziende sottoporranno problemi e potranno incontrare chi può risolverli. «Il Polo farà da filtro per progetti di avanguardia da cui far nascere prototipi funzionanti – dice Zenobi – e li aiuterà a trovare finanziamenti. I prototipi potranno poi essere realizzati sui 140 ettari a disposizione e usati dalle aziende come impianti pilota per verificarne la sostenibilità e il comportamento industriale. Al tempo stesso con la produzione di energia serviranno per l’autofinanziamento del Polo».

Tra i progetti cofinanziati con il budget 2012 spicca quello sul fotovoltaico a concentrazione di Angelantoni, Sansedoni, Gds ed Enel Green Power, ma ce ne sono sulle reti elettriche intelligenti, su generatori fotovoltaici ad albero integrabili con l’agricoltura, sull’eolico. «Silicon Valley è una parola grossa – si schermisce Zenobi – diciamo che il Polo può essere una vetrina di progetti d’avanguardia funzionanti, un’operazione di marketing collettivo. Non sarà semplice, visti i tempi, ma il nostro punto di forza è l’argomento: l’energia pulita, di cui nessuno potrà fare a meno».

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