Le osservazioni recapitate dall’Italia alla Commissione europea in merito alla decisione di Outokumpu di smembrare l’Ast di Terni nell’ambito della fusione con Inoxum-ThyssenKrupp «stanno determinando delle riflessioni e potrebbero essere utili a una decisione consapevole da parte dell’Antitrust. Siamo ancora in una fase interlocutoria ma l’azione sindacale può far svoltare la vicenda in maniera positiva». Lo ha detto sabato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. Il sindaco ha partecipato al convegno organizzato a palazzo Gazzoli dal neonato comitato cittadino «Giù le mani dalle acciaierie» per rilanciare il dibattito sul polo siderurgico ternano e mantenere alta l’attenzione sulla vertenza.
Il dibattito Al dibattito – introdotto da Matteo Bressan, presidente del Club della Libertà Italia Libera – hanno preso parte anche l’europarlamentare del Pdl Alfredo Pallone, l’assessore regionale Gianluca Rossi e il capogruppo del Pdl alla Regione Umbria Raffaele Nevi. Presenti anche i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Ugl e Fismic. Da tutti i partecipanti è stato ribadito l’auspicio che il sito ternano mantenga la sua integrità e che venga eventualmente acquistato da un soggetto industriale di livello internazionale. «La vicenda – ha ricordato il sindaco aprendo il convegno – sta seguendo il percorso determinato dalla Commissione europea. Ieri si sono svolte le riunioni dei vari antitrust nazionali sull’argomento ma le notizie rimangono riservate. Intanto il Governo sta cercando di formalizzare un incontro con la ThyssenKrupp per avere ulteriori elementi».
Un paradosso In merito alla possibilità che Outokumpu possa trattenere per sé il Tubificio, Di Girolamo ha detto che al momento non c’è nulla di ufficiale, dato che l’Antitrust si muove con riservatezza, e di continuare a ritenere che il sito «debba rimanere integrato e che anche il Tubificio sia un elemento fondamentale e di massima virtuosità». L’europarlamentare Pallone ha invece parlato di Terni come di «un paradosso europeo». «Stiamo discutendo di una legge europea antitrust nata nel 1957 – ha aggiunto – quando c’erano altre condizioni. Con essa dovremmo accompagnare l’Ast verso la vendita a un soggetto estero. E’ un paradosso, sarebbe un colpo per l’economia dell’intero Paese e soprattutto mi chiedo quanto andrebbe a costare lo smembramento del sito. In Commissione siamo pronti a sostenere queste questioni».
Tenuta sociale A un «problema per la tenuta sociale dell’Italia» ha fatto riferimento anche l’assessore Rossi, secondo il quale ci deve essere «un’iniziativa forte da parte del Governo sia verso le politiche industriali e competitive dell’Ue che verso le multinazionali, iniziativa che sia in grado di rilanciare i gioielli di famiglia investendo in qualità, innovazione e ricerca. D’altro canto sconcerta il silenzio assordante sulla questione da parte di chi rappresenta il mondo delle imprese». Per Nevi «il problema è capire quale politica industriale si voglia perseguire in Italia. Il Governo deve dimostrare non solo il suo spessore culturale, ma anche le sue capacità» di intervento».

