Per la Gesenu si chiude l’era legata a Manlio Cerroni. Dopo le indiscrezioni degli ultimi giorni, arriva la conferma: Cerroni e Carlo Noto La Diega, che insieme detenevano il 55 per cento della società, hanno ceduto le loro quote a un’azienda umbra, la Socesfin srl, società del Gruppo Paoletti. A confermare il passaggio di quote è l’amministrazione comunale che «ha avviato con il nuovo socio – è detto in una nota – un’interlocuzione in merito ad alcuni elementi essenziali: attuazione del piano industriale, mantenimento dei livelli occupazionali, qualità del servizio di raccolta e trattamento rifiuti, rapporto tra socio pubblico e socio privato, superamento delle criticità indicate nell’interdittiva. Il Comune continuerà a seguire l’evolversi della vicenda d’intesa con gli altri livelli istituzionali e confrontandosi con le parti sociali».
Chi è All’interno della giunta comunale alcuni avrebbero preferito altre soluzioni, come ad esempio quelle che portavano a colossi del settore come Hera (all’epoca sondata anche dall’amministrazione guidata da Wladimiro Boccali) e altri ancora. Ma ormai i giochi (con il gruppo Paoletti) sono fatti. La Socesfin è la holding del Gruppo Paoletti (che in Ati già opera insieme a Gesenu in quel di Fiumicino), fondato negli anni Sessanta e che si occupa di trasporti, logistica e gestione dei rifiuti così come di energie rinnovabili, agricoltura (in Argentina vengono allevati 12 mila capi di bestiame e si coltivano mais, grano e girasole). Dalla metà degli anni Novanta poi arriva l’ingresso anche nella chimica inorganica di base. La vendita delle azioni da parte di Cerroni potrebbe rappresentare uno dei presupposti per il venir meno dell’interdittiva prefettizia antimafia e del commissariamento, rinnovato nei giorni scorsi per altri sei mesi.
Lo sciopero Oltre che dall’ufficializzazione del passaggio di quote, la giornata di lunedì è stata segnata anche dallo sciopero nazionale degli addetti del settore. Alta l’adesione in Umbria, oltre il 90 per cento secondo quanto riferito dai sindacati. Lo sciopero era stato proclamato da Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro (scaduto da 28 mesi) per i dipendenti di imprese private e pubbliche di igiene ambientale. A Perugia e Terni, secondo quanto riferito dalle aziende, non sono stati registrati particolari disagi legati alla raccolta dei rifiuti. Nel capoluogo umbro e in provincia l’adesione è stata praticamente totale tra il personale operativo e gli impiegati. In gran parte del territorio funziona comunque il sistema di raccolta porta a porta e i cittadini sono stati avvertiti dello sciopero. Oltre quelli di Gesenu, il rinnovo in Umbria riguarda anche i lavoratori di Tsa, Sia, Ecocave, Sogepu, Esa, Ap Produzione Ambiente, Gsa, Cospel, Asm Terni e Vus. Il servizio riprenderà regolarmente martedì.

Dicono che l acqirente sia il Gruppo Caltagirone.