di C.F.
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Quattro milioni di euro per finanziamenti da concedere a tassi fissi e figurativi. Torna a fare sentire la propria voce la Fondazione Carispo che ha messo nelle mani di Casse di risparmio dell’Umbria, ma anche di Vobis (volontari bancari per iniziative sociali), il plafond destinato a piccole e medie imprese e aziende artigiane registrate nei 17 comuni vicini, tra geografia e storia, a Spoleto e all’istituzione bancaria.
Finanziamenti 10-50 mila euro tasso 1.70%-4.30% In un’ottica di agevolazione del credito, ma anche di rilancio della produttività e recupero occupazionale, vengono proposti finanziamenti compresi tra 10 e 50mila euro da restituire al massimo in tre anni ed erogati a tassi calmierati che, a seconda della rischiosità della pratica, variano dall’1.70% al 4.30%.
Coinvolti 17 comuni Il sostegno potrà essere richiesto nelle filiali Cr Umbria del territorio di riferimento che Spoleto si allunga fino a Giano dell’Umbria, Cascia e Massa Martana, per investimenti in beni materiali, immateriali e strumentali, anche reperiti nel corso del 2013. Il quattro milioni di euro, al limite della stringente normativa di riferimento, la legge Ciampi, sono stati messi a disposizione dalla Fondazione attraverso un deposito presso Cr Umbria che, con il supporto di Vobis, si occuperà della valutazione delle richieste e poi dell’erogazione.
Il progetto si chiama Svet (sviluppo economico del territorio) ed è già stato sperimentato a Firenze e Prato dove ha fatto registrare tassi di accoglibilità delle domande superiori al 70% con tempi medi di erogazione del finanziamento che oscillano tra la settimana e i dieci giorni. «Si tratta di un progetto – ha spiegato il presidente della Fondazione, Sergio Zinni – di assoluto rilievo non solo perché espressione della vicinanza dell’istituzione alle piccole imprese motore del territorio, ma anche per la forte connotazione etica e sociale che caratterizza l’impegno dei tre soggetti coinvolti in un momento particolarmente complesso».
Dg Bovi: «Non dimentichiamo storia casse risparmio» Estremamente locale il messaggio, comunque molto pragmatico, lanciato dal direttore generale di Cr Umbria, Vanni Bovi: «Non dimentichiamo i due secoli di storia che legano le casse di risparmio al territorio che oggi rappresentano la banca di riferimento della regione a cui 200 mila famiglie, 19 mila imprese con fatturato inferiore ai 2.5 milioni e 3 mila con fatturato superiore hanno voluto dare fiducia, permettendo ai 120 punti operativi presenti in Umbria di gestire 5 miliardi, quindi un quarto del Pil regionale, motivo per cui la nostra filosofia resta, come dimostra Svet, profondamente radicata al territorio».
Pau (Vobis):«Disamina pratiche più sociale» Soddisfatto anche Franco Pau, presidente Vobis: «Siamo onorati di essere stati incaricati di tradurre in fatti operativi l’intervento, ci occupaeremo della disamina delle richieste che avrà una connotazione maggiormente sociale, anche se complementare a quella che effettuerà Cr Umbria, pur tenendo da conto la bancabilità dei soggetti e le possibilità di sviluppo connesse alle domande che ci verranno formulate».
