di Chia.Fa.
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Fondazione agraria a caccia di un investitore privato per la Rocca di Casalina. Dopo l’affitto del centro zootecnico all’imprenditore Grigi, l’istituzione dell’Università di Perugia nei giorni scorsi ha pubblicato un avviso di locazione per 25 anni relativo al complesso storico.
Locazione per 25 anni L’intenzione della Fondazione, come esplicitato nel documento, è quella di individuare un privato che con capitali freschi possa «realizzare un progetto di valorizzazione del patrimonio immobiliare con attività di carattere economico e socio-culturale». In particolare, la volontà è quella di creare all’interno della Rocca un centro permanente di «accoglienza, ricerca e formazione» capace di assorbire la domanda di turismo rurale del territorio, promuovendone la cultura e lo sviluppo.
La Rocca Trattandosi di un immobile sottoposto a vincoli, la Fondazione precisa che le autorizzazione relative ai lavori di ristrutturazione del compendio immobiliare dovranno essere richieste dal futuro locatario. All’interno del castello, stando a quanto risulta, ci sarebbe un piano congressi attrezzato con sala, cucina e bar, mentre al piano superiore nell’ambito dell’ultima ristrutturazione, che risalirebbe ad almeno 15 anni fa, sarebbe stato realizzato una sorta di ostello con camere e bagni.
Manifestazioni di interesse Nell’avviso, di fatto una manifestazione di interesse a cui seguirà una procedura negoziata con i soggetti che entro i tempi presenteranno la documentazione richiesta, non viene indicato il canone di locazione annuo. Alla procedura saranno ammesse anche imprese estere e di nuove costituzione, purché in possesso dei requisiti richiesti. Se a Borgo XX giugno dovesse arrivare una sola busta, la Fondazione procederà con trattativa privata.
Conti misteriosi Difficile, al momento, capire perché i vertici della Fondazione abbiano scelto la strada della locazione. Per molti, però, all’origine della decisione ci sarebbero i conti dell’istituzione fondata nel 1892 che non è chiaro in quale acque navighi. Già, perché i bilanci, nonostante le reiterate richieste formalizzate dai sindacati non sono mai stati mostrati, anche se sarebbe stata ammessa una «sofferenza», la cui quantificazione resta avvolta nel mistero.
