di Chiara Fabrizi

Le officine Firema di Spello messe in ginocchio dalle complesse operazioni pensate dai giganti della produzione di rotabili per il trasporto su ferro. E pure dal presunto cartello di imprenditori coinvolto nell’inchiesta «Espresso» della procura di Firenze. Cinquanta operai rischiano il licenziamento e la paura che un altro storico stabilimento sia prossimo alla chiusura mette in allarme un territorio, quello Folignate, che negli ultimi anni ha davvero pagato tanto in termini occupazionali.

Il grido d’allarme del sindaco di Spello «È assurdo – scrive il sindaco Sandro Vitali – che lo stabilimento di Spello, da sempre ritenuto un compendio aziendale in equilibrio economico finanziario per le commesse di Trenitalia e di alcuni gruppi privati, oggi rischi di chiudere per le vicende più complesse della vendita del gruppo Firema e per il blocco delle commesse di Trenitalia a seguito della inchiesta della procura di Firenze sulle presunte irregolarità di alcune gare di Trenitalia. E’ necessario che il Governo, il commissario, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali si mobilitino per trovare le soluzioni necessarie affinché l’intero Gruppo Firema, e in particolare lo stabilimento di Spello, proseguano la propria attività attraverso lo scorporo anche dei singoli compendi produttivi. Lo stabilimento della Firema di Spello è una azienda storica, nata a Spello negli anni ’60 dalla famiglia Peppoloni, determinando lo sviluppo e la crescita del territorio nel settore della meccanica specializzata. Oggi non possiamo consentire che nella congiuntura economica difficile si aggiunga un’altra chiusura aziendale e la perdita di ulteriori posti di lavoro che si andranno ad aggiungere alla Merloni, alla Spigadoro, alla Ferro, alla Falcinelli e altre. Come amministrazione comunale nei prossimi giorni convocheremo un incontro con tutte le parti interessate per cercare le soluzioni possibili per il salvataggio della Firema».

Firema non sarà dell’Ansaldo Breda (Finmeccanica) Da quando nell’agosto 2010 è stato decretato il commissariamento straordinario della Firema spa (con stabilimenti a Spello, Caserta, Milano e Tito) e nominato commissario Ernesto Stajano, i giganti della costruzione di rotabili per il trasporto ferroviario hanno cominciato a parlare della possibilità che Firema potesse finire nella mani di Ansaldo Breda, principale player italiano del settore e controllato da Finmeccanica. Ma a mettere un freno all’operazione e successivamente a farla sfumare ci hanno pensato le perdite a sei zeri dell’aspirante acquirente. Insomma, la manovra che fino a qualche mese fa sembrava prossima ad essere compiuta adesso è praticamente fallita.

L’inchiesta «Espresso» e lo stop delle commesse E come se non bastasse, a complicare ulteriormente la vita delle officine di Spello, e non solo, è arrivata anche la maxi inchiesta della procura di Firenze che, oltre alle propaggini umbre – l’iscrizione nel registro degli indagati di un dirigente spellano Giuseppe Feliziani e di due dipendenti Trenitalia residenti a Foligno e attualmente sospesi dall’incarico – ha anche spinto Trenitalia a determinare il blocco delle commesse a Firema, e quindi anche alle officine di Spello, in attesa che vanga fatta chiarezza. L’ipotesi degli inquirenti toscani è che un consistente gruppo di dirigenti di società a partecipazione pubblica e imprenditori concorrenti si siano associati dando vita a una vera e propria organizzazione il cui scopo principale consisteva nel falsare i procedimenti di aggiudicazione delle gare d’appalto.

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