«Piano di salvataggio in tre mesi e poi piano industriale a tre anni per aprire al new business, dagli alimenti naturali alla cosmesi». Risponde tra mandato ricevuto e le strategie al vaglio di Federico Ricci, neo amministratore unico di Farmacia Terni, scelto dall’amministrazione comunale che lo ha ufficialmente nominato alla guida dell’azienda municipalizzata del socio unico Palazzo Spada, dopo l’approvazione del bilancio 2017, chiuso con un utile di 15 mila euro, cui si aggiungono i circa 200 mila euro di contratto di servizio versati nelle casse del municipio, a fronte di un volume di affari che sfiora gli 11 milioni.
«Salvataggio e rilancio» Nell’intervista con Umbria24, il manager umbro che negli ultimi cinque anni ha ricoperto il ruolo di vicepresidente di Afas, incarico lasciato per guidare Farmacia Terni, risponde sullo stato di salute dell’azienda riservandosi «un approfondimenti sui numeri, anche se la mia sensazioni iniziale è che forse anche il bilancio 2018 si chiuderà in pareggio, tuttavia – dice – la partenza del 2019 è estremamente negativa». A Ricci il compito di invertirla, come richiesto dal Comune di Terni che «ha diviso il mio mandato in due step: in tre mesi presenteremo il piano di salvataggio, poi il piano industriale per rilanciare in tre anni Farmacia Terni, con l’obiettivo – dice il neo amministratore – di creare valore economico sia annuale che complessivo dell’azienda. Capitolo vendita? Credo sia chiuso».
«Corsa al new business» Sulle questioni occupazionali, che hanno agitato recentemente Farmacia Terni a seguito del mancato rinnovo di nove contratti, il manager quarantenne dice la sua «sensazione è che l’azienda possa aver bisogno di questa forza lavoro, ma ne ha bisogno nella misura in cui migliora le proprie performance: l’azienda municipalizzata ha il dovere di fare utili, ma anche di massimizzare l’occupazione delle persone e quindi il lavoro, considerando che in Umbria la carenza di occupazione è un grande tema». Sulle strategie Ricci non si sbilancia troppo, ma spiega che «l’obiettivo è posizionare le farmacie in modo diverso: sicuramente resteranno farmacie sociali, ma dobbiamo fare la corsa sulla cosmesi, sui dietetici, sugli alimenti naturali, sul benessere, ossia sul new business che il cliente chiede ma ora compra altrove». Il manager umbro, infine, si dice anche pronto a «puntare su un grande accordo tra galantuomini all’interno di Fermacia Terni, per restituire serenità e orgoglio al personale», per favorire anche «un patto d’amore coi ternani, per portarli a scegliere le farmacie comunali, che sono farmacie sociali».
