di Daniele Bovi
Meno acciaio e più cibo. Brutalizzando si potrebbe riassumere così il capitolo dedicato all’export del rapporto sulla congiuntura economica umbra, curato da Bankitalia, presentato martedì mattina a Perugia. Se, infatti, il treno delle esportazioni regionali lentamente (+15,3% nei primi sei mesi dell’anno) si sta riavvicinando ai livelli pre-crisi del 2007, l’alimentare corre. Rispetto al 2007 il volume di merci esportate da questo settore è aumentato di oltre il 40% mentre, nonostante la risalita in atto dal 2009, la metallurgia (cioè la ThyssenKrupp di Terni) rimane di un 20% al di sotto della quota del 2007. Un 20% pesantissimo dato che, come sottolinea Bankitalia, al netto del settore «metallurgia» (che vale da solo un terzo dell’export regionale) a giugno 2011 le esportazioni dell’Umbria risultano superiori al periodo pre-crisi.
Bilancia in positivo Guardando ai paesi verso cui il tessuto imprenditoriale della regione, storicamente assai poco propenso all’export, esporta di più, il robusto incremento delle vendite verso l’UE (23,4%) si accompagna ad un andamento più contenuto di quello verso i paesi extra UE (4,4%). Numeri che nel complesso valgono un saldo positivo della bilancia commerciale umbra per 322 milioni.


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