Operai ex Pozzi in Comune (foto archivio Fabrizi)

di Chia.Fa.

Il sostituto procuratore Luca Petrucci ha chiesto il rinvio a giudizio di Gianfranco Castiglioni, patron della ex Pozzi di Spoleto, per la frode fiscale da 1,2 miliardi di euro scoperta nell’ambito dell’inchiesta aperta a Spoleto e chiusa a Varese, dopo il trasferimento del fascicolo per competenza territoriale. Lo sviluppo giudiziario arriva a pochi giorni dalla scadenza dei termini per la vendita di Isotta Fraschini, una delle due aziende del polo metallurgico di Spoleto, che rischia il fallimento se entro il 31 ottobre non troverà un nuovo investitore.

Chiesto rinvio a giudizio di Castiglioni L’indagine aveva già portato all’arresto nel giugno 2014 di quattro persone, tra cui lo stesso Castiglioni, così come richiesto dall’allora pm di Spoleto, Mara Pucci, che portò alla luce un’evasione da 63 milioni. I contorni della frode contestata sono diventati clamorosi due anni dopo con il blitz delle fiamme gialle nel Centro informatico del Gruppo a Dongo (Como), dove all’interno di uno dei server era utilizzato il software Golden lake, che ha poi dato il nome all’inchiesta. Secondo l’accusa il software sarebbe servito all’emissione di fatture per 2,4 miliardi relative a operazioni inesistenti e a due anni dagli arresti ancora conteneva la copia informatica delle oltre 10 mila fatture false emesse tra il 2007 e il 2013.

Frode colossale Golden lake ha rappresentato la svolta nell’inchiesta per la maxi evasione fiscale, anche se le indagini sono state complicate dalla mancanza di documentazione amministrativa e contabile obbligatoria, che secondo quanto riferito dagli indagati sarebbe andata distrutta nel crollo del tetto in amianto di un capannone industriale. Le carte come i detriti sarebbero poi stati successivamente smaltiti come rifiuto speciale, come emerso nll’avviso di conclusione indagine notificato nel novembre 2016 a dodici persone, tra cui appunto Castiglioni, considerato «il dominus dell’associazione a delinquere» finalizzata a molteplici reati tra cui la bancarotta fraudolenta, ma anche l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Ex Pozzi, fallimento vicino In attesa della pronuncia del gup del tribunale di Varese, che dovrà decidere se aprire il processo per la maxi frode a carico dello storico patron della ex Pozzi, le industrie metallurgiche di Santo Chiodo sono sull’orlo del precipizio, rappresentato dal fallimento. Con loro anche 200 lavoratori che rischiano definitivamente di non avere più un posto di lavoro e di perdere anche gli ammortizzatori sociali.

@chilodice

 

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