Lavoratori ex Novelli in presidio

di Chiara Fabrizi

I lavoratori della ex Novelli ci credono e sembrano fare sul serio. Sì, perché il 70 per cento di loro, ossia una sessantina di dipendenti, ha apposto la firma su un documento non vincolante con cui di fatto si sono detti pronti a costituire una cooperativa per puntare all’affitto del ramo uova per almeno tre anni.

Lavoratori pronti a prendersi l’ex Novelli All’orizzonte, però, c’è la terza asta di vendita che scadrà il 25 maggio e il progetto dei lavoratori andrà avanti se anche a questa chiamata per la cessione, con offerta minima da circa 7 milioni di euro, non risponderà nessuno come accaduto per i primi due tentativi. Dell’operazione sono stati già informati via Pec, raccontano alcuni dipendenti coinvolti, il giudice delegato alla vendita, i curatori fallimentari e il comitato dei creditori, mentre per la prossima settimana, in uno studio notarile del comprensorio, sarà costituita la cooperativa di cui c’è già anche l’ipotesi di denominazione, ovvero Ovito Spoleto.

Nuova cooperativa a breve Inizialmente compariranno come soci meno di una decina di dipendenti del ramo uova dopodiché, se la scadenza del 25 maggio dovesse trascorrere invano, cioè senza che nessun imprenditore si sia fatto avanti, le fila dei lavoratori soci si ingrosseranno col resto del gruppo, senza verosimilmente escludere quelli che in questa prima fase non hanno apposto la firma e che non sono stati convocati all’ultimo incontro.

Obiettivo affitto ramo di azienda per tre anni Il piano prevede, peraltro, anche la partecipazione con quote minoritarie di un’azienda del comparto uova del Sud Italia, con cui la ex Novelli ha lavorato per anni e che oggi fatturerebbe 16 milioni di euro. L’obiettivo, sempre nel caso in cui nessuno il 25 maggio dovesse comprare l’ex Novelli, che in organico ha ancora poco più di 90 addetti, è quello di procedere all’acquisizione dei bilanci e di tutta la documentazione necessaria per arrivare entro i quattro mesi successivi a mettere sul tavolo dei curatori fallimentari e del giudice delegato un piano industriale. Si resta in attesa.

@chilodice

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