di M. R.
Si va dalle 2.300 euro di canone mensile per il mangimificio di Amelia (ramo uova) che conta due dipendenti a quello di 21.600 del ramo panificio con 86 lavoratori. In mezzo ci sono i 4.600 euro di affitto base per il panificio-essiccatoio di Terni con 6 lavoratori, gli 8.500 euro per il ramo pet food prodotto sempre nella Conca (13 lavoratori) e i 15.300 per la produzione del comparto uova di Spoleto da 47 dipendenti. Questi i prezzi base per l’affitto di rami d’azienda della ex Novelli, quelli indicati nei bandi pubblicati dal tribunale di Castrovillari, a poche settimane dalle venti manifestazioni d’interesse pervenute alla curatela di Alimentitaliani.
Ex Novelli Il palazzo di giustizia calabrese, sulla base della relazione elaborata dai curatori Meo e Caldiero, ha infatti pubblicato gli avvisi per l’affitto dei tre rami d’azienda (pane, uova e pet food). Come anticipato hanno durata 3 anni rinnovabile per un ulteriore triennio e che garantirà un diritto di prelazione agli affittuari in caso di procedura di vendita. Per presentare le offerte c’è tempo sino al prossimo 27 luglio anche se le buste non saranno aperte prima del 31. Offerte che ovviamente dovranno superare il canone mensile base indicato (che tiene conto di immobili, impianti, marchi e forza lavoro) ma non sarà l’unico criterio di valutazione per l’aggiudicazione.
Rami d’azienda in affitto La strategia dell’affitto è intesa dai curatori come una fase di passaggio per la successiva, definitiva liquidazione degli stessi rami d’azienda. Per questa ragione, ai fini dell’assegnazione di questo o quello stabilimento, avrà un peso anche l’attendibilità del piano di prosecuzione delle attività e quella della conservazione dei livelli occupazionali». Nei bandi, pubblicati sul sito del tribunale di Castrovillari, tutti i dettagli sulla presentazione delle offerte nonché i particolari sui requisiti per partecipare alla gara. Un nuovo incontro di approfondimento di tutte le questioni legate alla vicenda ex Novelli è in programma a Terni martedì, ancora un avolta tra curatori Alimentitaliani e sindacati. Nel frattempo il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffiniha già portato il caso all’attenzione del ministro del lavoro Luigi Di Maio.
@martarosati28
