di Dan.Bo.
Sarà un Primo maggio di tensione negli stabilimenti della ex Merloni di Nocera e Fabriano dopo la sentenza della Corte d’appello del Tribunale di Ancona che ha confermato l’annullamento della vendita alla J&P di Giovanni Porcarelli. Mercoledì mattina i lavoratori si sono riuniti in assemblea nello storico stabilimento di Marangone, a Fabriano, dove c’erano anche amministratori locali (il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola e l’assessore alle attività produttive Giuseppe Galli) e sindacati (Andrea Cocco della Fim, Vincenzo Gentilucci della Uilm e Giancarlo Bassotti della Fiom). Dall’assemblea è arrivata la richiesta di aprire sulla vicenda un tavolo istituzionale di confronto al ministero dello Sviluppo economico, coinvolgendo i vertici del governo e tutti i soggetti interessati.
Azienda svenduta Ovviamente si è parlato anche delle 65 pagine di sentenza, dove i giudici del tribunale di Ancona spiegano che l’azienda non è stata venduta bensì svenduta ad un prezzo troppo basso (12,2 milioni invece che 54). Una sentenza che di fatto annulla la vendita della ex Merloni alla J&P, il che rappresenta un altro problema da affrontare oltre a quello del ricorso in Cassazione, i cui tempi però potrebbero essere lunghi. Tra pochi giorni, alla metà di maggio, scade la cassa integrazione per i lavoratori e in questa situazione di incertezza potrebbe risentirne anche la produzione. Il commento del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca è assai duro: «Dalle motivazioni della pronuncia della Corte di Appello di annullamento – scrive – emergono gravissime carenze e responsabilità tecniche nella procedura di vendita, che è stata gestita in completa autonomia dai commissari straordinari e dal ministero dello Sviluppo economico».
LA REAZIONE DI SINDACATI E ISTITUZIONI
Spacca duro «La Regione Marche, dunque, sollecita i commissari e il ministero dello Sviluppo – continua – ad assumere le relative responsabilità, definendo una soluzione giuridica efficace e veloce che superi un’impasse gravissimo sul piano occupazionale e sociale in territori pesantemente coinvolti da questa crisi industriale». Il presidente sottolinea poi che il ripristino formale della correttezza giuridica è comunque necessario ed è possibile solo attraverso l’intervento dei soggetti che ne hanno competenza esclusiva, ai sensi del decreto legislativo 270 del 1999 che definisce le modalità di alienazione dei complessi aziendali sottoposti ad amministrazione straordinaria: i commissari straordinari e il ministero dello Sviluppo. A loro, come al presidente del Consiglio Renzi, ci siamo immediatamente rivolti affinché siano riparati i gravi errori compiuti nel tempo più breve».
L’incontro Intanto in mattinata il sindaco di Nocera Giovanni Bontempi ha incontrato quello di Fabriano Sagramola, e insieme «hanno concordato di appoggiare – scrive Sagramola – la richiesta dei governatori di Marche e Umbria per un urgentissimo incontro con il presidente del Consiglio e con i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico per definire gli effetti della sentenza». I sindaci chiedono infine, oltre al rinnovo della cassa integrazione, l’apertura di un tavolo per trovare una soluzione della vicenda in grado di restituire agli operai «lavoro e serenità».
Twitter @DanieleBovi
