I lavoratori della ex Merloni (foto archivio)

«Confido che l’insieme delle azioni che il Governo ha messo in atto nelle ultime settimane, insieme a un responsabile atteggiamento da parte di tutte le parti coinvolte, possa determinare le condizioni per il superamento di una crisi industriale sicuramente di grossa portata per il territorio delle Marche e dell’Umbria». È quanto ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, rispondendo mercoledì pomeriggio durante il question time a un’interrogazione della deputata umbra di Scelta civica Adriana Galgano sulle iniziative per la ripresa dell’attività produttiva degli stabilimenti della ex Merloni.

Parla il ministro Il ministro ha ricordato che sono stati aperti presso il Mise «due tavoli di confronto specifici. Il primo – ha spiegato – è finalizzato a trovare un accordo tra banche, azienda e istituzioni su un programma di rilancio degli investimenti produttivi e di ricerca e sviluppo per la riqualificazione dell’area e l’ampliamento della gamma dei prodotti. Il secondo è volto a individuare un percorso in grado di tutelare l’occupazione. Proprio per salvaguardare l’economia della fascia appenninica umbro-marchigiana, il ministero dello Sviluppo economico ha dunque prorogato l’accordo di programma per la reindustrializzazione dell’area».

LAVORATORI E SINDACATI: «FARE PRESTO, LUCE SI STA PER SPEGNERE»

Serve un accordo La deputata umbra nella sua interrogazione ha ricordato che a fine anno scadrà la cassa integrazione per gli operai della ex Merloni e perciò «chiediamo al ministero di essere molto veloce e di fare il possibile perché si arrivi ad un accordo tra le parti che ponga termine al contenzioso giudiziario in atto. La sorte di 700 famiglie dipende da questa intesa. È fondamentale chiudere la vicenda in via extragiudiziale perché il lungo contenzioso in atto ha impedito e continua a bloccare la ripresa della produzione, la riassunzione degli operai e dunque il rilancio della fascia appenninica». Sulla vendita della ex Merloni alla JP di Giovanni Porcarelli dovrà esprimersi tra qualche settimana la Corte di Cassazione dopo che nei primi due gradi di giudizio il pool di banche creditrici si sono viste dare ragione. La sentenza, sulla quale da parte di istituzioni, lavoratori e sindacati ci sono poche speranza, dovrebbe arrivare entro i primi di dicembre.

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